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Guardia di Finanza, controlli antievasione in Campania


Guardia di Finanza, controlli antievasione in Campania
25/02/2012, 11:02

Le Fiamme Gialle campane hanno ulteriormente intensificato, in questo fine settimana, l’azione di contrasto agli illeciti economico-finanziari, soprattutto nelle Province di Caserta, Avellino e Benevento, con particolare riguardo ai controlli sulle attività commerciali ed ai luoghi più frequentati della cosiddetta movida.
Dalla mattinata di ieri, circa 260 militari dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Caserta, Avellino e Benevento hanno avviato un vasto “Piano Coordinato di Controllo Economico del Territorio”. In particolare, le pattuglie di finanzieri “in divisa” hanno dato attuazione ad una serie di attività volte al contrasto ed alla prevenzione degli illeciti fenomeni dell'abusivismo commerciale, della contraffazione marchi, della sicurezza prodotti, nonché della tutela del Made in Italy e dei monopoli in materia di giochi e scommesse. Sono stati effettuati n. 50 interventi che hanno portato al sequestro di:
- n. 4.978 articoli contraffatti;
- n. 997 articoli e giocattoli privi dei requisiti di sicurezza;
- n. 11 slot machines illegali,
con conseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria di 28 soggetti.
Sono stati, altresì, eseguiti controlli nei confronti di 72 soggetti a bordo di automezzi di “grossa cilindrata”, finalizzati ad acquisire indici di capacità contributiva da utilizzare per i successivi sviluppi fiscali. Sono emersi alcuni casi eclatanti che, nei prossimi giorni, saranno oggetto di opportune verifiche, tra cui:
- il ragioniere di Benevento sorpreso alla guida di una Audi A6 appena immatricolata, che dichiara un reddito di 15.000 euro annui lordi ed il medico, sempre sannita, possessore di tre auto, tra cui una Porsche Boxster 2.7 ed una VW Tuareg 3.000 V6, con un reddito medio familiare lordo di 36.000 euro l’anno;
- i 2 imprenditori, di Avellino, l’uno evasore totale, ma con il SUV, e l’altro con la Porsche Panamera 4.8, con 20.000 euro di redditi lordi dichiarati;
- e ancora, la trentaquattrenne di Caserta, disoccupata, proprietaria di un Mercedes ML, e l’avvocato, sempre casertano, possessore di un Land Rover 2.7 che dichiara un reddito di 5.300 euro.
Altre pattuglie - in questo caso composte da militari in “abiti civili” - sono state contestualmente impegnate nel controllo della regolare emissione di scontrini e ricevute fiscali.
L’attività si è conclusa con il controllo di n. 420 esercizi commerciali e nei confronti di n. 311 sono state riscontrate irregolarità. Questo dato fa emergere che oltre il 74% degli esercizi commerciali controllati non avevano adempiuto agli obblighi fiscali previsti dalla vigente normativa. In dettaglio, nella provincia di Caserta le irregolarità sono state pari all’80%, in quella di Avellino al 71% ed in quella di Benevento al 77%. La presenza dei finanzieri ha determinato una variazione media degli incassi, rispetto allo scorso fine settimana, di oltre il 120%, con picchi del 425%.
Contestualmente sono anche stati notificati provvedimenti di chiusura (per reiterate mancate emissioni) nei confronti di 2 esercizi commerciali di Benevento e di 4 della provincia di Caserta, mentre in provincia di Avellino è stata avviata la procedura per disporre un’analoga proposta di chiusura.
A Caserta, inoltre, sono stati sanzionati anche 10 medici specialisti, liberi professionisti, che avevano omesso di rilasciare i previsti documenti fiscali ai propri pazienti.

Nelle ore serali e notturne sono stati eseguiti ulteriori controlli nei confronti di 65 esercizi commerciali ubicati proprio nelle zone della c.d. “movida” (discopub – ristoranti – pizzerie – ecc.) dove sono stati intervistati oltre 200 lavoratori, di cui 52 sono risultati irregolari. Ad Avellino e Benevento saranno avanzate 4 proposte di sospensione dell’attività, nei confronti pub e discoteche ove sono state riscontrate gravi irregolarità in materia di lavoro.

Ma nella rete dei finanzieri, sono finiti anche altri imprenditori “sleali”. A Benevento i controlli sul carovita hanno portato alla denuncia di un benzinaio e di un fruttivendolo che praticavano prezzi più alti di quelli esposti.
Il Piano posto in essere, che si differenzia rispetto alla quotidiana attività solo in ragione del maggior numero di aree territoriali contestualmente interessate, ha, infatti, tra gli obiettivi non solo quello di tutelare gli operatori economici "regolari" dalla sleale ed illecita concorrenza degli abusivi e di coloro che vendono merci fuori norma, ma anche quello di evitare che gli esercenti che rispettano gli obblighi di emissione dei documenti fiscali finiscano con il risultare indebitamente "svantaggiati" rispetto a loro concorrenti che violano le norme tributarie e sul lavoro. La connotazione trasversale dell’azione di controllo ha così consentito di scoprire non solo l’evasore fiscale, proprietario di costose autovetture, e di sanzionare l’esercente che non ha emesso lo scontrino o la ricevuta fiscale, ma anche di contrastare una pluralità di altri gravi fenomeni illeciti.

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di Redazione
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