Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Guardia di Finanza di Napoli: illeciti nella gestione del personale all’A.N.M.


Guardia di Finanza di Napoli: illeciti nella gestione del personale all’A.N.M.
29/04/2013, 15:11

E’ di circa 3.926.000 di euro il danno arrecato alle casse dell’Azienda Napoletana Mobilità S.p.a. (A.N.M. S.p.a.) emerso da accertamenti eseguiti dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli e segnalato alla Procura Regionale della Corte dei Conti per la Campania. 

L’attività investigativa, coordinata dai Vice Procuratori della Corte dei Conti dott. Pierpaolo GRASSO e dott. Ferruccio CAPALBO, ha avuto origine da precedenti indagini di polizia giudiziaria svolte dal Gruppo Tutela Spesa Pubblica, che, nel maggio del 2011, portarono all’arresto dell’ex direttore dell’A.N.M. e di un esponente sindacale aziendale, nonché all’obbligo di firma a carico di altri due sindacalisti, per un presunto giro di “mazzette”.      

Il sistema illecito scoperto dalle Fiamme Gialle lucrava sull’illecita definizione delle procedure di gestione del personale dell’azienda napoletana relative ai cosiddetti “cambi d’azienda” ed “esodi incentivati”.

Per le aziende di trasporto pubblico, infatti, vige l’istituto del “cambio”, consistente nella possibilità che due aziende omologhe procedano all’avvicendamento di personale in modo tale che un dipendente dell’azienda “A” possa trasferirsi presso l’azienda “B” a condizione si trovi un dipendente dell’azienda “B” dispostoa fare ilpassaggio inverso. La corretta applicazione di tale meccanismo consente la mobilità volontaria dei dipendenti delle aziende di trasporto pubblico locale (T.P.L.), garantendo, nel contempo, l’invarianza delle relative dotazioni di personale e, quindi, dei rispettivi costi.

Le indagini effettuate dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli hanno, invece, rilevato un uso distorto dell’istituto del “cambio”, accertando che, a fronte di personale (soprattutto di giovane età e di origine campana) che dalle aziende del nord si trasferiva all’A.N.M., non vi erano reali movimenti contrari, i quali, infatti, nella maggioranza dei casi si sono rivelati solo cartolari, vedendo protagonisti dipendenti dell’A.N.M. prossimi alla pensione, che contestualmente al “cambio” andavano in quiescenza. In taluni casi, addirittura si è appurato che tali procedure erano del tutto false, facendo figurare come in servizio presso altre aziende di trasporto pubblico dei soggetti che in realtà non vi prestavano servizio o non avevano ottenuto il necessario nulla-osta.   

Oltre agli aspetti delittuosi, le numerose irregolarità rilevate nelle pratiche di “cambio” hanno causato un notevole danno alle già esauste casse dell’azienda di trasporto pubblico napoletana, derivante dal più oneroso trattamento economico riconosciuto agli autisti provenienti da altre aziende di trasporto, rispetto a quello che sarebbe spettato a giovani assunti ex novo, magari con contratti di apprendistato, che avrebbero garantito all’A.N.M. notevoli risparmi contributivi.  

Un’ulteriore pratica illegale appurata dalle Fiamme Gialle nel corso delle indagini è consistita nell’attribuire ad una pluralità di dipendenti dell’A.N.M. in procinto di andare in pensione, una somma di denaro aggiuntiva a titolo di “esodo incentivato”. In tal modo si faceva figurare, quindi, un normale pensionamento come una dimissione volontaria indotta da una politica aziendale di esodo incentivato.

In tale contesto, già caratterizzato da una scarsa oculatezza nell’utilizzo delle risorse finanziarie dell’A.N.M., si sono addirittura scoperti taluni casi in cui tali “incentivi”, attraverso falsificazioni documentali, sono stati riconosciuti a soggetti già deceduti.

Una ulteriore fonte di danno alle casse dell’A.N.M. è derivata da un incarico di consulenza costato circa 70.000 euro ed affidato ad un ex funzionario aziendale, ormai in quiescenza, a fronte del quale – è stato accertato dai Finanzieri – nessuna prestazione è stata realmente resa.

Sulla base degli elementi investigativi forniti dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, la Procura contabile ha recentemente contestato, a titolo di dolo e/o colpa grave, a 2 dirigenti ed a 4 funzionari pro-tempore dell’A.N.M. la responsabilità del danno erariale quantificato, come detto, in complessivi 3.926.000 euro.

Per tali responsabilità, la Guardia di Finanza di Napoli ha notificato ai medesimi soggetti un decreto emesso dalla Corte dei Conti per la Campania che ha disposto, a scopo conservativo, il sequestro di beni e valori, sino a concorrenza dell’intero danno erariale accertato. 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©