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Guardia di finanza e corte dei Conti: il comune di Napoli annulla una consulenza da 80.000 euro


Guardia di finanza e corte dei Conti: il comune di Napoli annulla una consulenza da 80.000 euro
17/05/2012, 11:05

È quanto emerso dalle indagini contabili delegate dalla Procura Regionale della Corte dei Conti per la Campania al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli tese a verificare la regolarità delle procedure seguite dal Comune partenopeo per attribuire, nell’agosto del 2010, ad un avvocato esterno all’Ente una consulenza giuridico-amministrativa in materia di condono edilizio.
Gli accertamenti eseguiti dalle Fiamme Gialle sono stati avviati a seguito di un esposto presentato alla Procura Contabile campana, nel quale si citavano una serie di articoli, apparsi sulla stampa locale e nazionale, riferiti ad un presunto anomalo conferimento di un incarico professionale da parte del Comune di Napoli, comportante un possibile danno erariale.
Su delega dell’Autorità Giudiziaria contabile, i Finanzieri del Gruppo Tutela Spesa Pubblica hanno acquisito, presso gli uffici comunali, l’intero carteggio concernente la citata consulenza, esaminando a fondo tutte le fasi del procedimento amministrativo posto in essere per l’attribuzione dell’incarico.
Dagli accertamenti svolti sono emerse effettivamente una serie di anomalie:
- l’importo riconosciuto all’avvocato esterno per lo svolgimento della consulenza, pari a circa 80.000 euro, è parso certamente sproporzionato, tenuto conto sia del tipo di attività da espletare – costituita dal supporto giuridico-amministrativo in tema di condono edilizio all’ufficio comunale istituzionalmente preposto –, sia della durata dell’incarico, di soli 4 mesi;
- in alternativa a tale oneroso incarico professionale, il Comune di Napoli avrebbe potuto far svolgere le attività necessarie da personale interno all’Amministrazione ovvero a funzionari avvocati dell’ufficio legale in possesso dei requisiti richiesti;
- tra le qualità, le professionalità e le esperienze richieste al soggetto cui affidare l’incarico di consulenza, vi era il requisito di aver conseguito un’esperienza documentata in materia di condono edilizio presso Comuni “con popolazione non inferiore a 500.000 abitanti”. Tale circostanza è apparsa decisamente singolare, considerato che la disciplina giuridica del condono edilizio non cambia in relazione all’entità della popolazione residente in un Comune, e trova plausibile spiegazione nel tentativo di favorire l’avvocato cui poi è stato effettivamente attribuito l’incarico, unico legale che in passato aveva svolto attività di supporto al Comune di Napoli in materia di condono;
- il conferimento della consulenza al legale esterno è di fatto avvenuto intuitu personae, con determinazione dirigenziale emessa l’11 agosto 2010, senza il previo esperimento di una procedura selettiva pubblica, anomalia che si è accompagnata alla irrituale pubblicazione di un avviso pubblico postumo al citato provvedimento di attribuzione dell’incarico, in cui si invitavano (in pieno agosto) gli eventuali interessati a proporre le proprie candidature entro il successivo 31 agosto.
A conclusione dell’attività ispettiva, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli hanno segnalato alla Procura della Corte dei Conti la condotta illegittima assunta dal dirigente comunale preposto alla procedura di selezione del consulente, per aver violato i criteri normativi vigenti in materia di conferimento degli incarichi di collaborazione a professionisti esterni da parte della Pubblica Amministrazione.
Da evidenziare, tuttavia, che nel caso di specie l'intervento della Guardia di Finanza, delegata dalla Procura Contabile, è, comunque, valso a stigmatizzare l'antigiuridicità delle condotte. L'Amministrazione, in via di autotutela, ha annullato il conferimento dell'incarico.
Per tale ragione, la Procura Regionale della Corte dei Conti, sulla base della dettagliata informativa depositata dalla Guardia di Finanza di Napoli, ha emesso un “decreto di archiviazione”, notificato al Comune di Napoli, nel quale, pur escludendo la sussistenza di fattispecie di danno erariale, ha, però, dato conto dei numerosi profili di antigiuridicità rilevati nell’iter amministrativo esperito per l’attribuzione della consulenza.
La Magistratura Contabile ha in tal modo fornito all’Ente territoriale indicazioni “conformative” delle condotte future, assolvendo così una fondamentale finalità preventiva del danno pubblico.

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di Redazione
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