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A 26 anni è pronta a correre la maratona di Londra

Harriet Smith, dall’anoressia alla maratona


Harriet Smith, dall’anoressia alla maratona
14/03/2012, 21:03

Era ad un passo dalla morte ma oggi è pronta a correre la maratona di Londra. A 14 anni pesava solo 31 chili. Ora ne ha 26 e vuole che la sua storia - raccontata al Daily mirror- sia d’esempio per quelle ragazze divorate, come lei, giorno dopo giorno dalla malattia. Harriet Smith oggi è una bella ragazza bionda, alta, sportiva. Fa l’infermiera, è fidanzata e si allena per correre e lo fa per divertimento mentre prima lo faceva per perdere peso, sempre di più fino ad arrivare proprio lì, a un passo dalla morte. Ha cominciato a dimagrire a 14 anni, un chilo dietro l’altro fino a diventare l’ombra di se stessa. In pochi anni aveva perso 25 chili, le era sparito il ciclo, il sorriso e la voglia di vivere. Solo stanchezza e fragilità. Ma lei ha sempre negato, anche dopo il ricovero all’ospedale.
”Il dottore - racconta Harriet - mi disse che ormai ero a poche settimane dalla morte, che il mio cuore avrebbe smesso presto di battere”. Il suo indice di massa corporea era solo 10 quando già con 18 si è considerati sottopeso. Harriet ha deciso di riprendere in mano la sua vita e senza darsi per vinta, ha chiesto aiuto ai suoi genitori e ad uno specialista .
“Non credevo che sarei riuscita ad arrivare così lontano”, dice oggi. La giovane ha passato un anno in una clinica specializzata in cui veniva alimentata attraverso un tubo, non veniva mai persa d’occhio e a poco a poco ha cominciato a riguadagnare peso. E con i chili la fiducia. Ha raccontato che a fianco ha sempre avuto il sostegno e l’incoraggiamento di sua madre Joanne, 63 anni, del padre Graeme, 55 e dei due fratelli. Tutti accanto a lei giorno dopo giorno, anno dopo anno fino ad oggi. Fino a poter dire che si sente guarita al 99 per cento.
“C'è ancora un po' di anoressia nella mia testa. Devo combattere ancora qualche piccola battaglie”. Ma intanto ora è tornata a vivere. Nel Norfolk, in Inghilterra. Corre e vuole correre guardando avanti. La maratona servirà a raccogliere fondi per un’associazione che si occupa di animali. Ma lei spera che possa servire a molto di più: a dare fiducia ad altre ragazze a affrontare la malattia. “Ci vuole tempo – dice - ma si può recuperare”.

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di Erika Noschese
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