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Arrestato il suo ex fidanzato per stalking

Hina Saleem, un destino segnato?

Ma quante donne italiane subiscono violenze continue?

Hina Saleem, un destino segnato?
26/12/2010, 16:12

Molti ricorderanno il caso di Hina Saleem, la ragazza pachistana uccisa dal padre perchè viveva troppo all'occidentale. Naturalmente, trattandosi di un omicidio commesso da un estremista musulmano, ci sono stati i titoli per settimane; quando simili omicidi o tentativi vengono fatti da italiani, è già molto se esce fuori un trafiletto. Ma a parte questo, è un altro fatto su cui volevo puntare l'attenzione. La notizia è l'arresto dell'allora fidanzato, Giuseppe Tempini. Il reato contestato è quello di stalking: è stato sorpreso mentre tentava di sfondare a pugni e calci la porta di casa dell'ex moglie, sposata poco tempo dopo l'omicidio di Hina anche il matrimonio è finito dopo pochi mesi. Adesso proviamo ad immaginarci la vita di Hina, se non fosse stata uccisa. Si sarebbe trovata costretta tra la violenza dei propri familiari maschi, che senz'altro non le avrebbero perdonato il matrimonio con un italiano, data la loro mentalità arcaica, e quella del marito. Perchè è evidente che Tempini, se ha avuto questi comportamenti violenti con l'ex moglie, li avrebbe avuti anche con Hina. Soprattutto perchè nella mentalità di molti italiani, le donne musulmane - o comunque provenienti da quei Paesi in cui c'è un forte estremismo islamico - sono naturalmente sottomesse, e quindi non c'è problema nell'usare la forza con loro. E allora, che vita avrebbe avuto, la ragazza? L'unico termine che mi viene in mente è che avrebbe avuto una vita di merda.
Immagino l'obiezione: ma il padre di Hina l'ha uccisa, mentre Tempini non ha ammazzato l'ex moglie. Una obiezione inutile, che dimostra come non si comprendono certi meccanismi. Perchè quando un uomo è violento contro le proprie partner o ex tali, non è che esplode al massimo. All'inizio sono scatti d'ira, solo verbali; poi magari arriva lo schiaffo. Poi una volta successiva lo schiaffo diventa pugno o calcio, e poi le botte cominciano a diventare quotidiane. Insomma, è un crescendo, che spesso termina con l'omicidio anche in Italia. Non oggi, ma se Tempini non viene mandato lontano dalla ex moglie, tra 6 mesi o un anno finisce che l'aspetterà sotto casa o vicino all'autovettura e tenterà di ammazzarla. Non lo dico perchè voglio portare jella, ma perchè è dimostrato che è così.
Soluzioni? Nessuna che possa essere definita "dolce". Purtroppo gentaglia del genere cresce così semplicemente perchè si incastrano due situazioni negative: innanzitutto, una pessima educazione da parte dei genitori, molti dei quali - coscienti o no - insegnano ai propri figli gli stessi disvalori della famiglia patriarcale, dell'uomo con potere di vita o di morte sui propri familiari; dall'altra, la debolezza psicologica di queste persone. Infatti, quando gli insegnamenti che hanno avuto si scontrano con una realtà fatta di donne che non sono nè sottomesse nè inferiori, ma alla pari o magari meglio, la loro mente vacilla. E l'unica maniera che hanno di affermarsi è usare la violenza. In questo tutelati anche da una mentalità collettiva, che spesso giustifica le violenze di questo genere. Inutile dire che questo rende la vita un inferno alle donne e dimostra quanto sia bassa la virilità di certi cosiddetti "uomini" che uomini non sono di sicuro.
Resta solo una domanda, a cui non c'è risposta: gli uomini violenti sono comunque una minoranza, tra la popolazione maschile. Come mai tutti quanti hanno una ragazza che si fa picchiare e molto, ma molto raramente reagisce con una denuncia?

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di Antonio Rispoli
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