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Duro il rapporto di Human Rights Watch sul nostro Paese

HRW: l'Italia è un paese xenofobo e fa discriminazioni

Sotto tiro anche i respingimenti di extracomunitari

HRW: l'Italia è un paese xenofobo e fa discriminazioni
24/01/2011, 15:01

ROMA - E' stato pubblicato il rapporto di Human Rights Watch sul 2010. Vengono esaminate le discriminazioni in oltre 90 Paesi, tra cui l'Italia, a cui viene dedicato un intero capitolo. Ed è un capitolo che è un lungo elenco delle discriminazioni attuate nel nostro Paese: dai fatti di Rosarno, con 10 extracomunitari feriti e un migliaio espulsi dalla Regione; alla forte discriminazione contro i rom e i sinti, sottoposti a sfratti forzati e costretti a vivere in un regime di povertà, quando non vengono deportati nei loro Paesi dell'Europa orientale. Senza dimenticare la condanna che l'Italia ha ricevuto dal comitato europeo dei diritti sociali "per le discriminazioni nei confronti dei rom, a livello abitativo, ma anche per quanto riguarda l'accesso all'assistenza sociale, economica e legale". Viene anche ricordata la politica dei respingimenti, con episodi come quello dello scorso aprile, quando una imbarcazione di migranti diretta in Italia venne portata dalle motovedette in Libia senza dare loro la possibilità di chiedere asilo politico, come prevedono le leggi internazionali. Inoltre vengono nominati altri casi in cui persone sono state respinte verso la Libia o verso i loro Paesi di origine - come la Tunisia - anche sapendo che sarebbero stati sottoposti a maltrattamenti, come poi si è verificato. Infine una annotazione interna: nonostante la condanna di 25 dei 29 poliziotti processati per i fatti del G8, il Ministero dell'Interno si è rifiutato di sospenderli.
Poi il discorso si allarga all'Unione Europea che non fa niente contro quei Paesi guidati da regimi repressivi nel campo dei diritti umani. E si fa il nome di Uzbekistan e Turkmenistan, ma non solo. Per esempio la Ue ha fatto un accordo di scambio col Turkmenistan, incentivando indirettamente la repressione interna. Così come nulla è stato fatto contro la Cina; anche se, concede Hrw, "le pressioni europee ci sono state  ma solo verso quei governi nei quali il comportamento è stato talmente scandaloso, da far passare in secondo piano gli interessi in gioco: è stato così con la Corea del Nord, l'Iran e lo Zimbabwe".
Non viene risparmiata l'Onu, che anzichè denunciare pubblicamente le violazioni dei diritti umani preferisce "il dialogo e la cooperazione" con quei Paesi che la praticano, Cina in testa.

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di Antonio Rispoli
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