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Ma elezioni amercane in secondo piano per il congresso PC

I cinesi con Obama, il Governo con Romney


I cinesi con Obama, il Governo con Romney
04/11/2012, 12:25

PECHINO - Quattro anni fa in Cina l'elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti fu accolta con entusiasmo dalla popolazione cinese. Soprattutto i giovani urbani - ma anche i meno giovani - vedevano in lui, nel primo presidente di colore, una speranza per il futuro di tutti. Anche dell'Asia, anche della Cina. L'eccitazione fu tale che qualche furbo commerciante mise in vendita le magliette con Barack Obama vestito come il presidente Mao Zedong - col cappello verde a visiera con la stella rossa -, che andarono a ruba. Oggi, complice anche il 18esimo congresso del Partito Comunista, il cosiddetto “shibada” (grande diciottesimo), che si apre l'8 novembre, due giorni dopo le elezioni americane, l'entusiasmo e l'attenzione sono scemati. Ma non svaniti. Secondo un sondaggio Afo-Ipsos della settimana scorsa, il 63% dei cittadini cinesi tifa per Obama. Il suo rivale, il repubblicano Mitt Romney, ha probabilmente guadagnato qualche punto con il suo passato di uomo d'affari, un mestiere molto ammirato dalla middle-class cinese, impegnata allo spasimo nel tentativo di arricchirsi, un'aspirazione che fu definita “gloriosa” dall'iniziatore delle riforme economiche, il 'Piccolo Timoniere' Deng Xiaoping. Diverso il discorso per i dirigenti politici che, pur senza mai dirlo apertamente, hanno sempre una preferenza per i repubblicani. Questa preferenza è emersa a tratti, tra le righe di alcuni commenti dei giornali, tutti controllati dal partito, e risale alla normalizzazione delle relazioni tra Usa e Cina che fu realizzata dall'amministrazione repubblicana guidata da Richard Nixon e da “superkraut” Henry Kissinger, ancora oggi un ascoltato “amico” della Cina. Come molti altri cittadini di paesi asiatici (in Giappone Obama ha, sempre secondo il sondaggio Afo-Ipsos, un gradimento dell'83%) i cinesi - a differenza del loro governo - sembrano “sentire” che un innovatore come Obama è più adatto a gestire le delicate relazioni con il “mondo emergente”, l'Asia, la sua possibile super-potenza, la Cina. Preferenze a parte, sia Obama che Romney hanno perso molte delle simpatie che avevano suscitato in Cina con i dibattiti televisivi, che sono stati seguiti da milioni di persone e che hanno visto entrambi i candidati criticare la Cina per la sua politica commerciale e valutaria e accusarla di “rubare posti di lavoro” agli americani. “Speriamo che entrambi i candidati si liberino delle esigenze elettorali e facciano qualcosa di costruttivo per le relazioni tra i due Paesi”, ha detto il portavoce governativo Hong Lei richiesto di commentare uno dei dibattiti televisivi.

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di Valerio Esca
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