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Fimiani: pericolo di una crisi sanitaria

I circoli dell'ambiente lanciano allarme rischi sanitari


I circoli dell'ambiente lanciano allarme rischi sanitari
27/10/2010, 17:10

  NAPOLI -  “Il pericolo di una crisi sanitaria a causa della nuova emergenza rifiuti in Campania è dietro l’angolo se non si interviene subito: per prima cosa è necessario ripulire e disinfettare le strade. Poi, bisogna permettere ai camion di sversare normalmente nelle discariche aperte e funzionanti”. E’ quanto dichiara il presidente dei Circoli dell’ambiente, Alfonso Fimiani, a proposito di quanto riferito oggi dal sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella, che ha parlato di “rischio di epidemia’’.
   “Dopo 17 anni di emergenza e oltre 12 miliardi spesi per correre dietro ai sacchetti della spazzatura – aggiunge Fimiani, ricordando la campagna di sensibilizzazione ‘Il nostro rifiuto, la vostra risorsa’ – i rischi ambientali e sanitari hanno esasperato le persone. Bisogna intervenire subito: costruire il termovalorizzatore di Napoli est è una necessità anche per prevenire rischi sanitari. Insieme con il termovalorizzatore di Acerra potranno bruciare 700-800 mila tonnellate all’anno e tentare di sollevare una parte del dramma che adesso ricopre la Regione che in ogni caso deve ridurre la produzione totale di rifiuti oggi intorno ai 3 milioni di tonnellate”.
   Una gestione integrata del ciclo dei rifiuti – spiega il presidente dei Circoli dell’ambiente, che concretamente hanno avviato una campagna di sensibilizzazione partendo dal sito www.ilnostrorifiutolavostrarisorsa.info fino all’apertura di oltre 100 sportelli informativi in tutta la Campania – non può prescindere da una soglia minima del 50% di raccolta differenziata, sotto la quale andrebbero commissariati i comuni inadempienti. A Napoli, “come riferito anche da autorevoli esponenti, c’è il problema sporcizia che in ogni caso rimane evidente, basta camminare per le strade della città. E poi il capoluogo, in quanto a differenziata, si ferma al 19%, con un crollo ulteriore se si guarda alla provincia che sfiora il 10%”.

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di Redazione
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