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La popolazione organizza una manifestazione

I cittadini di Rosarno protestano:"Non siamo razzisti"


I cittadini di Rosarno protestano:'Non siamo razzisti'
11/01/2010, 20:01

ROSARNO - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha accolto l'invito del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini a partecipare alla Giornata per la Legalità che si chiamerà "insieme per non dimenticare". L'appuntamento è previsto per il prossimo 21 gennaio ed è stato promosso dalle Consulte Provinciali degli Studenti della Calabria.
Dopo le pesanti e ripetute accuse di razzismo provenienti da alcuni organi d'informazione e, in particolare, dall'articolo firmato da Giulia Galeotti comparso sull'Osservatorio Romano, la popolazione della cittadina rosarnese ha voluto reagire organizzando una grossa manifestazione di piazza. Per i responsabili del corteo i presenti erano 5000 mentre, per la polizia, si sono radunate circa 2000 persone. Tradizionali dispute sul numero dei manifestanti a parte, ciò che conta rilevare sono le dichiarazioni degli autoctoni e l'intervento del segretario della Cgil Calabria, Sergio Genco.
Secondo Genco, infatti, ciò che è successo nei giorni scorsi  a Rosarno, è frutto di una situazione "di almeno 20 anni, di vero e proprio schiavismo che si ripete ogni anno, nell'assenza assoluta di azione da parte dello Stato, delle istituzioni locali, tantissime commissariate per fatti di mafia" A ciò si aggiunge "il controllo del territorio da parte della 'ndrangheta; la stessa che ha organizzato la rivolta".
Nessun barricata costruita tra "buoni" e "cattivi", dunque;
i cittadini tentano di chiarire il malessere decennale patito e l'abbandono quasi totale degli organi statali.
Il corteo è infatti partito con striscioni come ""Abbandonati dallo Stato, criminalizzati dai mass media, 20 anni di convivenza non sono razzismo". Dure le contestazioni nei confronti dei mezzi d'informazione che hanno sbrigativamente tacciato di "razzismo" i rosarnesi ed aspra anche la critica nei confronti della regione che "non ha fatto nulla per risolvere il problema dell'eccessiva presenza di immigrati a Rosarno e delle gravi condizioni igieniche in cui sono stati costretti a vivere".

NEGOZI CHIUSI MA NON SERRATI
Solidali con gli organizzatori della manifestazione anche i commercianti che, per l'occasione, hanno chiuso i loro negozi. "non si tratta di una serrata - spiegano - ma di una forma di sostegno per un' iniziativa giusta". Ciò che emerge dopo la bagarre iniziale ed i commenti "di pancia" di chi la cittadina calabrese non l'ha mai vissuta (e magari l'ha giudicata da un comodo e lussuoso salotto tinto di rosso moralista) e che ci sono delle colpe enormi da parte delle amministrazioni nazionali e locali e di chi, perdonate il gioco di parole, sfrutta il lavoro nero dei neri; con migliaia di immigrati letteralmente schiavizzati ed altri di loro effettivamente portati alla delinquenza. Il problema principale è che, come in ogni lotta tra abitanti del luogo e "ospiti", difficilmente si può individuare lo "straniero buono" e l'autoctono cattivo e razzista in maniera automatica e scontata.
Spesso se non sempre, i sentimenti di diffidenza ed odio, nascono da episodi di illegalità gravi non puniti dalle istituzioni. Troppo semplice schierarsi ad occhi chiusi con una delle due fazioni o sputare sentenze assolute su realtà che si possono solo immaginare; magari anche in maniera troppo distorta. La città di Rosarno rappresenta una realtà urbanistica devastata de degrado,malavita organizzata, povertà ed ignoranza: tutte caratteristiche collegate fra loro e palese dimostrazione dell'assenza dello Stato.

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di Germano Milite
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