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Proseguono le indagini della DDA di Napoli dopo i 34 arresti

I clan offrivano lavoro ai disoccupati della zona


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I clan offrivano lavoro ai disoccupati della zona
06/07/2011, 15:07

TORRE ANNUNZIATA - L’operazione di ieri condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata che ha portato all’arresto di 34 persone, tra cui Francesco Casillo ritenuto dagli inquirenti il capo dell’organizzazione, sta portando alla luce alcuni retroscena che rappresentano il segnale di un malessere sociale che si cerca di superare anche attraverso la malavita organizzata. Dalle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto della DDA di Napoli  Rosario Cantelmo,  è infatti emerso che l’organizzazione fungeva anche da centro di smistamento dell’impiego, dove i disoccupati cercavano un ruolo all’interno dell’organizzazione per averne poi un risvolto per la loro difficile situazione economica ma non solo. Dall’inchiesta si è scoperto che alcune madri hanno cercato anche delle raccomandazioni efficaci affinché i vertici del clan potessero “assumere” i loro figli come pusher o vedette. Ed in effetti i guadagni c’erano ed anche in maniera consistente, si era creato infatti una sorta di sistema che nello spaccio di stupefacenti era arrivato a fatturare fino a 25 mila euro al giorno. Casillo, soprannominato 'a urzella', è stato preso mentre si trovava nella sua  imponente villa a Boscoreale. Al suo interno c’era anche una grande piscina dove non mancavano, come capita spesso nelle abitazioni dei capiclan, immagini sacre e statue religiose .

 

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di Simona Buonaura
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