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Del 7%, come conseguenza della vittoria referendaria

I "Comitati per l'Acqua pubblica" chiedono la riduzione dei prezzi


I 'Comitati per l'Acqua pubblica' chiedono la riduzione dei prezzi
24/11/2011, 10:11

ROMA - Ad oltre 5 mesi dalla straordinaria vittoria referendaria, ottenuta con la maggioranza assoluta del voti, i "Comitati per l'acqua pubblica" ritornano alla carica. Perchè c'è uno dei referendum che non è stato applicato quasi da nessuna parte. E' quello che abrogava il diritto del gestore delle risorse idriche di garantirsi un margine di profitto sulle bollette pari al 7% (in realtà è molto superiore, talvolta arriva anche al 20%). Quasi ovunque le cose stanno come prima. Persino nelle regioni guidate dalla sinistra come la Puglia, dove il governatore Nichi Vendola ha affermato che quel 7% non può essere ridotto perchè è la quota riservata agli investimenti.
Una delle poche eccezioni è Napoli, dove il sindaco Luigi De Magistris ha trasformato la Arin Spa in una azienda di diritto pubblico, la "Acqua bene comune Napoli".
Ma come si suol dire, una rondine non fa primavera. E così in molte città si stnno preparando manifestazioni contro le autorità che non stanno rispettando quel risultato referendario.
E in questo momento diventa interessante anche vedere cosa farà ilgoverno, dato che Monti, per quella che è la sua visione, considera il pubblico qualcosa da eliminare: seguirà il suo istinto, con una nuova legge per la privatizzazione forzata, come quella bocciata dal referendum, o rispetterà i cittadini italiani, obbligando i gestori a ridurre i costi?

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di Antonio Rispoli
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