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I COMMERCIALISTI SULLA CRISI DEI MERCATI FINANZIARI


I COMMERCIALISTI SULLA CRISI DEI MERCATI FINANZIARI
23/10/2008, 12:10

 

Sostenere l’economia reale mediante la leva fiscale in questo periodo di recessione susseguente la crisi dei mercati finanziari internazionali e affrontare in modo serio e non emergenziale il tema dei controlli e dell’informativa societaria.
E’ l’invito che il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha rivolto alla politica, in occasione di un Convegno tenutosi oggi a Napoli sul tema della crisi dei mercati finanziari.
“Tra le misure fiscali di sostegno alle imprese industriali e commerciali – ha affermato il Presidente del Consiglio nazionale, Claudio Siciliotti - sottolineiamo in particolar modo la necessità di prevedere, già a decorrere dal 2008, robuste franchigie di esenzione degli interessi passivi dal meccanismo che ne limita la deducibilità fino a concorrenza di un ammontare non superiore al 30% del reddito operativo lordo”.
“Fin dalla sua gestazione – ha proseguito Siciliotti - abbiamo sempre sottolineato la nostra contrarietà a questa disposizione, introdotta dal precedente Esecutivo con l’ultima legge finanziaria. Oggi però sarebbe doppiamente sbagliato non prevedere dei correttivi, dal momento che la fase di recessione dell’economia porterà ad un abbassamento dei margini operativi e ad una crescita dell’indebitamento, determinando il paradossale effetto che i più penalizzati dalla fase economica saranno anche, sotto questo specifico punto di vista, quelli più bastonati dal Fisco nostrano”.
 
Sempre in relazione agli effetti della crisi finanziaria, Giorgio Sganga, segretario del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, ha parlato di una “specificità” della realtà meridionale. “Il tessuto delle piccole e medie imprese del Mezzogiorno - ha detto - è strutturalmente più fragile di quello di altre realtà del Paese e quindi più esposto a questi venti di crisi. Qui si addensano nubi più nere che altrove. Bisogna mettere in campo strumenti straordinari per una situazione anch’essa straordinaria”.
“Va dato nuovo slancio – ho sostenuto Sganga – al credito d’imposta agevolato per le Pmi del Mezzogiorno. Piuttosto che ad interventi mirati a sostegno di singole realtà imprenditoriali di volta in volta individuate tra quelle più in difficoltà, è meglio riattivare uno strumento fiscale fondato su meccanismi automatici, che si rivolge alla totalità della platea delle imprese del Sud. Nel Mezzogiorno, più che altrove, c’è bisogno di iniezioni di fiducia. Non si tratta di ritornare ad inaccettabili logiche assistenziali, ma di mettere in campo politiche fiscali che evitino il crollo degli investimenti. Tanto più in considerazione della stretta creditizia già in atto da parte delle banche”.
 
“Sul fronte del sistema dei controlli e dell’informativa societaria – ha detto il Consigliere nazionale Enrico Guerra - è arrivato il momento di operare una seria riflessione”. “Da un lato - ha spiegato - sarebbe opportuno prendere atto di come la figura del sindaco costituisca una peculiarità italiana da valorizzare a casa nostra e da spiegare ai Paesi anglo-sassoni, presentandola sotto la forma di quella figura obbligatoria di amministratore tecnico indipendente che tutti oggi invocano nei board societari. Dall’altro sarebbe il caso di operare una seria riflessione sul rapporto che, nell’informativa societaria, deve intercorrere tra il principio del fair value adottato dagli standard contabili internazionali e quello assai più prudenziale del costo storico, su cui si basano i principi contabili di casa nostra”.
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di Redazione
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