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Interrogati da Pm sul motopeschereccio mitragliato

I finanzieri: "Abbiamo detto ai libici di non sparare"


I finanzieri: 'Abbiamo detto ai libici di non sparare'
21/09/2010, 15:09

AGRIGENTO - Giornata di interrogatori oggi per i sei finanzieri che erano presenti sulla motovedetta libica che una decina di giorni fa ha sparato con le mitragliatrici contro il peschereccio italiano Ariete, mentre era in acque internazionali. Secondo quanto si è appreso i sei si sono attestati su una linea difensiva comune: "Abbiamo cercato di opporci sia all'inseguimento, sia naturalmente ai colpi sparati contro il peschereccio ma i libici hanno detto che si trattava di un ordine da eseguire. Abbiamo anche spiegato ai libici che non potevano sparare perché non si trattava di una missione di pattugliamento anti-immigrazione ma non c'è stato nulla da fare".
Tuttavia c'è da chiedersi che cosa stanno a fare allora i finanzieri italiani sulle motovedette libiche, se non hanno alcuna autorità per farsi ascoltare. E soprattutto se è stato un caso o, come si vocifera già da tempo, sia una cosa abitruale per le navi libiche affondare a colpi di armi da fuoco i natanti carichi di migranti che lasciano le coste libiche.

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di Antonio Rispoli
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