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L’Anm attacca ‘Il Giornale’: “Non ci intimidirete”

I giornali di destra e la denigrazione dei pm

Polemica sull’articolo degli amori privati della Boccassini

I giornali di destra e la denigrazione dei pm
27/01/2011, 17:01

Non si tratta di uno “sputtanamento a puntate” operato dai magistrati ai danni del presidente del Consiglio, così come scrive Maurizio Belpietro nell’editoriale di ‘Libero’, testata da lui diretta. Tanto meno trova ragion di esistere quanto pubblicato oggi da ‘Il Giornale’ sugli “atteggiamenti amorosi” che il pm Ilda Boccassini ebbe, nel lontano 1982, con un cronista di ‘Lotta Continua’. La stampa di famiglia Berlusconi, insomma, in risposta alle indagini sul caso Rubygate, e ai rispettivi dettagli che di volta in volta vengono fuori, porta avanti il metodo adottato fin dall’inizio: quello di provare a punire i magistrati, nel tentativo di intimidirli, piuttosto che provare a fare chiarezza sui fatti. E, perché no, provare ad invitare il presidente del Consiglio al nobile gesto di chiarire lui stesso, nelle sedi appropriate, quanto accaduto. E oggi ci ha pensato ‘Il Giornale’ a continuare la battaglia ai magistrati, partendo da quello più esposto. Il titolo di apertura del quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi, infatti, ha fatto riferimento oggi a un procedimento disciplinare del Csm del 1982 su Ilda Boccassini. Procedimento penale riguardante atteggiamenti affettuosi del magistrato con un giornalista, alla fine terminato con un proscioglimento. Quale lo scopo della pubblicazione di tale articolo? Uno sputtanamento fine a se stesso, per utilizzare il termine caro al direttore di ‘Libero’, nei confronti di colei che ora è co-titolare dell'inchiesta che vede indagato Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. Una sorta di ripicca, che ai fini dell’indagine che vede indagato il premier non serve a nulla. Come fu un dispetto la decisione di Belpietro di pubblicare, sul proprio quotidiano, il numero di cellulare di Michele Santoro. Continuano senza tregua, dunque, gli attacchi del centrodestra e del governo nei confronti della magistratura. E immediata è la replica dei pm. A farsi portavoce è il capo della Procura di Milano, Edmondo Bruti Liberati che, proprio in riferimento agli articoli pubblicati oggi da ‘Il Giornale’ che riguardano Ilda Boccassini, esprime “piena solidarietà e apprezzamento” nei confronti dei colleghi coassegnatari dell'inchiesta sulla vicenda Ruby. Ma non solo. Il capo della Procura di Milano, forse stufo dei continui, futili e infondati attacchi al lavoro svolto dai pm, in una nota ufficiale tiene a sottolineare la trasparenza e la linearità di cui si avvale il corpo giudiziario in ogni suo lavoro: “Ogni attività della magistratura - e dunque anche quella della Procura della Repubblica di Milano - in un ordinamento democratico è soggetta alla valutazione e alla critica della libera stampa; le campagne di denigrazione e l'attacco personale ai magistrati si qualificano da soli”. Tale campagna denigratoria nei confronti delle toghe qualifica più gli autori delle denigrazioni che chi ne è vittima per Edmondo Bruti Liberati, che poi aggiunge: “In considerazione della delicatezza della vicenda, il Procuratore della Repubblica segue costantemente e compiutamente tutta l'attività di indagine, di cui ha assunto personalmente il coordinamento e conseguentemente piena responsabilità”. Sulla stessa linea è l’Anm: “Questo metodo Mesiano non ci intimidisce e non ci intimidirà”. Esprimendo solidarietà ai colleghi di Milano e, in particolare alla collega Boccassini che ha l'unica colpa di fare ciò che la Costituzione le impone, cioè applicare la legge, l’Associazione nazionale magistrati critica ‘Il Giornale’ e appoggia l’intera categoria: “Se l'obiettivo è intimidire chi indaga, si sappia che non ne verremo scalfiti”. È estremamente grave, per il presidente dell’Anm, “tirare fuori storie vecchie di 30 anni solo per gettare fango”.

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di Antonio Formisano
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