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"I nostri eroi sono Falcone e Borsellino, non Mangano"

I giovani del Pdl contro Dell'Utri:"Mina credibilità del partito"


I giovani del Pdl contro Dell'Utri:'Mina credibilità del partito'
29/06/2010, 22:06

PALERMO - "Oggi più che mai sentiamo l'esigenza di avviare una profonda riflessione all'interno del partito dopo questa condanna che rimane gravissima soprattutto per un uomo impegnato in politica. Non ci uniremo al solito coro di solidarietà già tristemente visto negli anni scorsi per i politici condannati. Il nostro movimento giovanile non può rimanere in silenzio davanti a fatti che minano la credibilità di un intero partito"; è quanto si legge in un comunicato della Giovane Italia Sicilia (ex Azione Giovani, movimento giovanile del Pdl) poco dopo la notizia della condanna a sette anni del senatore Marcello Dell'Utri per "concorso esterno in associazione mafiosa".
Ma i ragazzi del Popolo della libertà, da alcuni mesi in fermento e spesso in piena rotta di collisione con le linee politiche suggerite dal partito di Silvio Berlusconi, non si placano e rincarano la dose; proponendo di mettere in pratica una proposta del ministro Giorgia Meloni (vicina ad An) che chiedeva "l'introduzione nello statuto del Pdl di una norma che preveda il no alla ricandidatura vita natural durante e l'espulsione per chi è stato condannato in via definitiva per corruzione e mafia".
Alle dichiarazioni dei giovani del Pdl della trinacria risponde stizzita la coordinatrice dei club giovanili del Pdl-Sicilia Cristina Castello che tuona:"Siamo letteralmente allibiti per l'uscita quanto meno impropria dei 'sedicenti' giovani del Pdl siciliano. Noi che rappresentiamo la parte evidentemente liberale e garantista ne prendiamo nettamente le distanze". I ragazzi responsabili della nota considerata evidentemente "eversiva" vengono poi impietosamente liquidati come "arrogantelli cercatori di gloria, votati al protagonismo".
Un ultimo fendente interno al Popolo delle libertà arriva però da un altro gruppo giovanile ex An con "Azione Universitaria" che, seguedo gli attivisti della Giovane Italiania,  diffonde una nota chiara e facilmente condivisibile nella quale si legge:"Mentre Dell'Utri continua a definire un eroe il mafioso Vittorio Mangano, noi affermiamo con orgoglio che gli eroi dei giovani siciliani sono persone come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino".
Sintomatica e molto significativa la rivolta interna della parte più giovane del Pdl che, in numerose occasioni, si è dimostrata insofferente anche riguardo i "premi di carriera" concessi troppo spesso e con troppa disinvoltura a ragazze che non avevano ulteriori meriti se non un aspetto avvenente. La crepe interne alla forza politica berlusconiana, tra minacce e rivendicazioni leghiste e strattoni finiani, appaiono oramai in tutta la loro ampiezza e, le dichiarazioni integraliste come quella della Castello, non fanno altro che confermare tensioni "casalinghe" sempre più forti e difficili da gestire. La nascita di una corrente critica e spesso contrastante con le scelte degli ex forzisti appare a questo punto innegabile tra le file del Pdl.  

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di Germano Milite
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