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I giudizi e la storia: quando prevale il pregiudizio


I giudizi e la storia: quando prevale il pregiudizio
04/04/2011, 16:04

Ancora oggi è capitato un episodio - che capita spesso - e che dimostra quanta superficialità ci sia nella mente di molte persone. Ho scritto un articolo di commento alla prossima uscita di un libro che, attraverso l'esame di intercettazioni ambientali fatte dagli inglesi in carcere alla fine della Seconda Guerra Mondiale, riporta discussioni e chiacchiere fatte tra soldati, marinai ed aviatori tedeschi. E ho criticato sostanzialmente due punti:
1) Siamo sicuri che gli uomini intercettati dicevano la verità o stavano facendo sparate da macho per nascondere la paura e mostrarsi forti?
2) Siamo sicuri che le frasi registrate siano state correttamente trascritte? Cioè un inglese che è stato per due anni sotto i bombardamenti nemici, credo abbia più di un motivo per provare malanimo contro i tedeschi. E questo malanimo può portarlo ad interpretare le parti meno chiare in maniera sbagliata.
Direi che si tratta di un sano scetticismo che tutti devono avere. Invece su questo articolo si sono riversate frasi di odio, insulti che mi davano del revisionista e così via.
Ora, non è la prima volta che questo accade. Ci sono tutta una serie di fatti storici assolutamente conclamati, ma che non vengono neanche presi in considerazione. Perchè? Perchè il nazismo deve essere solo condannato, non esaminato. Ora, è ovvio che se noi esaminiamo le uniche cose di cui si parla quando ci si avvicina alla Germania di quel periodo (la caccia agli ebrei, i campi di concentramento e di sterminio, la Seconda Guerra Mondiale), non si può che esprimere un giudizio di condanna. Ma è un giudizio che si può esprimere incondizionatamente a tutti coloro che vivevano in Germania in quel periodo? Sicuramente no. C'è chi vi ha partecipato e chi vi ha assistito, tacendo per vigliaccheria o per tacito consenso, con mille sfaccettature intermedie. E vi è anche chi si è opposto (e ha fatto una brutta fine, di solito). Cioè, quando si parla di questa vicenda, quasi tutti fanno di tutta l'erba un fascio, e guai a chi dice qualcosa diversa.
Facciamo un esempio, che è scelto apposta perchè è uno dei cavalli di battaglia dei cosiddetti negazionisti. Mi riferisco alle responsabilità di Hitler nei campi di sterminio. I negazionisti affermano che era una iniziativa di Himmler, il capo delle SS e che il Fuhrer non c'entrava nulla. Per quanto paradossale possa sembrare, è una affermazione vera. Hitler non si interessò mai a cosa succedesse lì. Ne era all'oscuro? Questa è una cosa più difficile da sostenere. Per le necessità di guerra, servivano soldati. Himmler doveva spiegare perchè migliaia di SS anzichè immolarsi al fronte (e dopo il 1944 nei fronti) restavano nelle retrovie. Ricordiamoci che Hitler, nonostante quello che si dice, non era pazzo nel senso clinico del termine (anche se poi lo divenne quando il mondo che lui voleva costruire gli crollò addosso), anche se aveva una serie di disturbi della personalità. In particolare, era fortemente paranoico. Quindi, quando chiedeva spiegazioni, le voleva. Ed era pronto a sospettare di chi non gli rispodnesse in maniera convincente. Neanche Himmler poteva mentirgli facilmente; anzi, lui era una delle persone che più si piegava, sotto la potenza dello sguardo magnetico e quasi ipnotico di Hitler. Il punto è che ad Hitler non gliene importava nulla: Himmler poteva fare quel che voleva, bastava che non lo disturbasse e non utilizzasse molti soldati.
Questo significa assolvere Hitler dalle sue responsabilità? Assolutamente no. Era lui che aveva il potere di fermare quella strage che poi avvenne e non lo fece. Quindi ha una responsabilità omissiva su ogni persona uccisa da quella fabbrica di morte. Eppure, non partecipò mai attivamente. Quindi, da un punto di vista storico, la cosa andrebbe evidenziata, se si affrontano le cose da un certo punto di vista. Andrebbe evidenziata - attenzione - non per un giudizio, ma semplicemente perchè è la verità storica accertata dai fatti.
Invece no. Il nazismo è tutto da condannare, Hitler era un pazzo sanguinario e chi dice il contrario è un nazista da insultare. E la verità storica? Per molti, può andare a farsi benedire, perchè non conta nulla; quello che conta è il giudizio morale per sgravarsi i tanti silenzi verso i nazisti che oggi sono in giro.

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di Antonio Rispoli
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