Cronaca / Droga

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"Le politiche repressive hanno fallito", ammettono

I Grandi del mondo chiedono la liberalizzazione della droga


I Grandi del mondo chiedono la liberalizzazione della droga
02/06/2011, 10:06

NEW YORK (USA) - Kofi Annan, ex Segretario Generale dell'Onu; Ferdinando Cardoso, George Schultz, George Papandreu, tre dei più importanti politici europei e statunitensi. Quanti di voi li vedrebbero in una "stanza del buco" o in un coffee shop ad Amsterdam a fumare uno spinello? Probabilmente nessuno. Quindi sono assolutamente attendibili e scevri da qualunque sospetto di interesse personale, diretto o indiretto, quando dicono che le politiche repressive sulla droga hanno fallito e che quindi sarebbe meglio indirizzarsi verso una liberalizzazione almeno della marijuana e dell'hashish. E non lo dicono a voce, ma in un documento, firmato, oltre che da loro, da tutti gli altri componenti del Global Commission on Drug Policy (Commissione mondiale sulle politiche sulla droga), l'organismo dell'Onu che si occupa di stupefacenti. Anche in questo caso, non parliamo di giovani hippy. Della Commissione fanno parte o hanno collaborato persone del calibro di Javier Solana, ex commissario Ue; l'ex Presidente della Fed Paul Volcker; quattro ex Presidenti: il messicano Ernesto Zedillo, il brasiliano Fernando Cardoso, il colombiano Cesar Gaviria, la svizzera Ruth Dreifuss.
Nel documento, che verrà presentato oggi, c'è un completo stravolgimento della realtà della droga come vista finora. I tossicodipendenti non sono più criminali per il solo fatto di drogarsio, ma sono pazienti, da aiutare e sostenere. Le politiche repressive, non importa quanto intense, hanno dimostrato che sono fallimentari: come la mitologica Idra di Lerna, appena tagliata una testa, subito ne usciva un'altra. E poichè la droga viene da diverse parti del mondo, non è neanche possibile colpire quel certo Paese produttore.
Ancora più grave, sono i corollari del'uso di misure repressive: la paura dei tossicodipendenti di farsi curare e/o visitare, cosa che permette un propagarsi sempre maggiore dell'Aids e di altre malattie che si trasmettono col sangue; nè è possibile fare campagne informative efficaci che spieghino i pericoli della droga e i rischi di overdose.
Adesso il punto è: i governi più oppressivi come quello statunitense e quello italiano, capiranno e ne faranno tesoro per il bene dei cittadini oppure continueranno a perseguitare i poveri cristi per un pugno di voti in più?

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di Antonio Rispoli
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