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L'esponente del Comitato Parco Cerasola-Centurano

I legali di Iuliano attaccano la Procura


I legali di Iuliano attaccano la Procura
04/10/2010, 15:10

Lo studio legale associato Riccardi e Fenucciu che difende la ditta Iuliano proprietaria di una cava in San Clemente, presenta le integrazioni al ricorso al tribunale amministrativo di Napoli, avverso al provvedimento di chiusura ad horas dell’impianto di frantumazione di calcare. Nel ricorso a firma dell’avvocato Giovanni Riccardi , in relazione alle indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Caserta e dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e al processo a seguito dell’operazione Olimpo viene riportato testualmente: “Per dovere di cronaca deve dirsi che tutte le indagini svolte dalla locale procura contro le attività estrattive casertane si sono rivelate una “bufala” ed i relativi processi hanno visto assolti – con formula piena – tutti gli imputati. Secondo chi scrive una boutade elettorale o una copertura per le mancate inchieste sui rifiuti e la camorra!”. L’avvocato Riccard,i associato con Demetrio Fenucciu imputato nel processo cave ancora in corso, esprime il suo pensiero in merito all’operato della Procura della Repubblica, attraverso i motivi aggiunti che verranno presentati dinanzi al giudice del Tar. Un attacco durissimo e indubbiamente immeritato rivolto alla più alta Istituzione che di fatto ha il merito di aver drasticamente cambiato le condizioni di invivibilità dei cittadini casertani. Parole che noi non condividiamo assolutamente come non potevamo condividere una sentenza vergognosa che ha fatto gridare al “giustizia è fatta” gli artefici dello scempio ambientale senza eguali e delle sofferenze della gente, che per anni ha vissuto sotto le esplosioni delle mine. Il processo cave non è ancora un capitolo chiuso come non lo è l’attività di frantumazione della ditta Iuliano, svolta illegalmente per circa un anno, tanto da costringere lo stesso dirigente che aveva autorizzato a imporre la chiusura ad horas. Noi riteniamo che molto spesso a causa della prioritaria lotta alla criminalità organizzata con il sovraccarico di lavoro che incombe nelle nostre Procure, tanti reati passano inosservati. Basta chiedersi per quale motivo siamo gli unici ad avere tutte queste cave e cavaioli, e perché il sacco dei colli non si è verificato al Nord. L’avvocato Riccardi ritiene che i cittadini siano “stati sbeffeggiati dal successo della giustizia”, riferendosi alla sentenza di primo grado emessa dal giudice Antonio Pepe. Noi siamo stati semplicemente delusi da un sentenziato cieco e a noi incomprensibile, ma non abbiamo perso fiducia nella Procura, tra l’altro rinnovata e migliorata con il nuovo Procuratore capo. L’avvocato Riccardi dovrebbe consigliare al suo cliente di non continuare a violare la legge, come ha fatto sabato scorso, quando ha prelevato 20 camion di materiale dalla cava, nonostante il provvedimento di chiusura vigente. Probabilmente Iuliano e i suoi legali dopo il rifiuto del Tar a concedere la sospensiva del 19 Luglio scorso, sperano che questa il Tar possa ricredersi. Può anche darsi, ma il 13 Ottobre non è ancora arrivato e fino a quella data Iuliano non può svolgere attività. Il legale ci accusa di aver denunciato i funzionari del Comune. Noi abbiamo denunciato solo Iuliano e le sue attività illegali, riconosciute dallo stesso Francesco Biondi.

Giovanna Maietta

Presidente Comitato di Quartiere Parco Cerasola e Centurano

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