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I meccanismi della visione e la pubblicità visiva.


I meccanismi della visione e la pubblicità visiva.
23/12/2009, 12:12

 

I MECCANISMI DELLA VISIONE E LA PUBBLICITA’ VISIVA

di Lopreiato Antonella


 


 

Ci riserviamo di sottolineare gli aspetti salienti che ci conducono ad una considerazione prettamente osservativa delle comunicazioni attraverso l’informazione sul soggetto. L’osservazione è l’aspetto più interessante per chi nel vedere un’immagine ne rimane colpito, attratto quasi come fosse quel desiderio a divenire realtà. L’attrazione è fonte del desiderio di chi nell’osservare desidererebbe quel gioiello, quel profumo e così via. Il riconoscimento permette di percepire le funzioni dell’oggetto e tale processo avviene già in età infantile dove i bambini nel riconoscerlo, formano degli schemi mentali che consentono di rappresentare oggetti ed eventi, l’unica differenza è che in questa età ancora si è incapaci di differenziare il proprio punto di vista da quello degli altri, essendo questa un’età molto piccola. Stiamo parlando di un’età compresa tra i due e i sette anni perciò in questa età è molto facile che si contaddicono le azioni e le modalità risultino limitate ad una capacità pecettiva adeguata e corretta perciò possiamo limitarci a confermare che nello stadio preoperatorio tutto ciò che viene elaborato dal bambino è interessante ai fini del riconoscimento dell’oggetto. Via via che il bambino assorbe azioni mentali sull’oggetto, ad esempio attraverso la proprietà del linguaggio come del gioco di finzione e del disegno, fa proprie le sue azioni strutturali che gli consentono di elaborare piano piano la realtà. Eppure più della metà della corteccia cerebrale è dedicata all’elaborazione delle informazioni visive dove si assorbono più informazioni possibili per riconoscere e rinterpretare in futuro lo stesso oggetto. Le regioni cerebrali che conducono alla scoperta di nuovi mezzi mediante questa sperimentazione attiva sono definite “via visiva dorsale” diretta nel lobo occipitale fino al lobo parietale e la cosa interessante è che da questa via si percepiscono le posizioni degli oggetti. Segue la “via visiva ventrale” che parte dal lobo occipitale fino a quello temporale dove si interpreta la forma, la dimensione e l’orientamento dell’oggetto. Interessante notare che il lobo occipitale è completamente dedicato alla visione e ai suoi meccanismi. Dopo una breve parentesi strutturale della corteccia cerebrale collegata all’età del soggetto (che assimila visivamente con le azioni le varie modalità interpretative) ci puntiamo ad osservare le caratteristiche che conducono l’osservatore al desiderio dell’oggetto. Non dimentichiamo che i cinque sensi rappresentano una finestra aperta sul mondo e raccolgono le informazioni che ci permettono di costruire una nostra idea degli oggetti e dell’ambiente che ci circonda. Il gusto, il tatto, la vista, l’udito e l’odorato hanno il compito di raccogliere e selezionare le informazioni che vengono rielaborate attraverso dei particolari recettori ossia cellule che hanno il compito di trasformarsi in impulsi elettrici da inviare al cervello attraverso delle complicate fibre nervose. Il legame che si viene ad instaurare con gli organi di senso è di tipo esterno verso l’interno ed esso avviene attraverso un punto di arrivo che è la corteccia cerebrale.

Partendo da un oggetto ben definito e dal target di rifertimento, consideriamo un esempio diverso dall’età in questione per capire in dettaglio, l’importanza della fanciullezza allo sviluppo percettivo e cognitivo degli oggetti (in questo caso prendiamo le donne con un’età media, che parte dalla maturità ai quarant’anni) e che vengono attratte da una pubblicità che li identifica non soltanto per il prodotto che serve ma soprattutto per i colori e il fascino di un particolare come l’ aspetto emotivo, caratteriale o addirittura atmosferico. Il contesto è importante per occultare il prezzo e valorizzare il desiderio delle donne. Quello che è interessante notare è come la pubblicità colpisca in modo particolare un vasto numero di donne e come essa utilizza il meccanismo della visione per colpire le persone. Ciò significa che la pubblicità ha funzionato, attraendo più persone possibili all’acquisto del prodotto. Se la pubblicità non ottiene risultati significherà aver utilizzato degli strumenti sbagliati, anche se ciò diventa quasi raro. Ormai il pubblicitario studia ogni forma di concetto e il target di riferimento diventa una creatura da identificare sotto tutti gli aspetti possibili, dall’età all’analisi psicologica dei soggetti. Ad oggi le tecniche utilizzate risultano essere troppe perciò è raro sbagliarsi nell’analisi. Tenendo in considerazione la capacità di assimilare le proprietà della visione possiamo concludere affermando che quello che il nostro cervello raccoglie come informazioni le analizza, le interpreta e le inserisce in quel vero e proprio magazzino di raccolta che è la memoria. L’importante fase di sviluppo del bambino è quella legata dall’infanzia alla maturità più il suo quoziente intellettivo verrà spronato più lo aiuterà a sviluppare la sua intelligenza.


 


 

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di Raffaele Pirozzi
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