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Il prezzo del latte è in discesa, non si può continuare così

I pastori marciano su Roma, "no pecore no party"


I pastori marciano su Roma, 'no pecore no party'
06/09/2010, 11:09

ROMA - Gli allevamenti di pecore, negli utlimi dieci anni sono calati del 30 per cento in Italia dove la crisi in atto rischia di decimare irrimediabilmente i circa 70mila allevamenti rimasti che svolgono un ruolo insostituibile per l'ambiente, l'economia, il turismo e la stabilita' sociale del territorio. E' l'allarme lanciato dai pastori giunti a Roma per sostenere insieme al presidente nazionale della Coldiretti Sergio Marini la piattaforma di interventi per salvare un patrimonio unico del Made in Italy al ministero delle Politiche Agricole. Un migliaio di pastori - sottolinea la Coldiretti - sono giunti da Sardegna, Lazio, Toscana, Sicilia, Umbria e altre Regioni italiane per passare dalla protesta alla proposta con la richiesta di iniziative sul piano politico-istituzionale e su quello del mercato, dove il latte viene sottopagato dalle industrie a livelli insostenibili per gli allevatori. ''No pecore no party, senza la pastorizia la Sardegna muore'', ''Industriali come lupi strangolano pastori'', ''Allevamenti Ko: il prezzo non e' giusto'' e ''subito l'etichetta di origine'' sono alcuni degli slogan scritti negli striscioni che sono sostenuti dai manifestanti della Coldiretti che hanno adottato come mascotte un piccolo agnellino ed offerto gustoso pecorino, frutto del proprio lavoro, ai passanti. Un litro di latte al giorno viene pagato fino a 60 centesimi al litro con un calo del 25% rispetto a due anni fa e ben al di sotto dei costi di allevamento che si avvicinano all'euro. E non va meglio per la lana con i costi di tosatura e di smaltimento che superano notevolmente i ricavi o per la carne quando solo a Pasqua quella venduta dall'allevatore a circa 4 euro al chilo viene rivenduta dal negoziante a 10-12 euro al chilo.

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di Nando Cirella
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