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I° Rapporto sulla Trasparenza nelle amministrazioni pubbliche


I° Rapporto sulla Trasparenza nelle amministrazioni pubbliche
23/03/2010, 13:03

Si vede eccome che non c’è! Nel nostro Paese, la mancanza di trasparenza si annida in tre casi su
quattro negli uffici della Pubblica Amministrazione, anche se dal fenomeno non ne risultano immuni i
servizi pubblici locali: su 100 segnalazioni, nel 74% dei casi la carenza di trasparenza ricade
nell’ambito degli uffici pubblici, nel 26% riguarda invece l’area dei servizi pubblici. E, come se non
bastasse, attecchisce maggiormente lì dove il disservizio tocca le tasche dei cittadini: non a caso, nella
P.A. quasi la metà delle segnalazioni riguarda la contestazione di multe e l’invio di cartelle pazze del
fisco; nei servizi locali, invece, sono rilevanti le segnalazioni di scarsa trasparenza nella fase di
determinazione delle tariffe e di riscossione dei tributi: si va dalle opacità operative di diverse società di
riscossione, all’Iva non dovuta sui rifiuti, ai costi spesso non giustificati per il servizio idrico.
Questi tra i principali dati che emergono dal “I° Rapporto sulla Trasparenza nelle amministrazioni
pubbliche”, promosso da Cittadinanzattiva e Dipartimento della Funzione Pubblica con il sostegno del
Servizio Anticorruzione e Trasparenza (SAeT). Su www.cittadinanzattiva.it il dossier completo.
Il lavoro rappresenta la prima iniziativa adottata nel nostro Paese per fare il punto sullo stato della
trasparenza nella P.A. dal punto di vista degli utenti, in attuazione del Protocollo su trasparenza,
sussidiarietà e valutazione siglato nel 2009 tra Dipartimento della Funzione pubblica e
Cittadinanzattiva. Il Rapporto si fonda sulle segnalazioni (circa 800) dei cittadini in tema di scarsa
trasparenza giunte nell’ultimo anno all’Associazione.
“Ben vengano i processi di progressiva trasparenza che, in questi mesi, hanno riguardato gli stipendi
dei dipendenti pubblici” dichiara Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva, “ma i
veri ostacoli che i cittadini incontrano a contatto con le tante facce della P.A. riguardano, in realtà, la
trasparenza delle procedure e il rispetto delle regole. Un cittadino, per esempio, ha interesse a sapere
che fine ha fatto la sua pratica, e considera inaccettabile gestire una cartella pazza, senza peraltro
ricevere alcuna informazione chiara sulle modalità di ricorso. Assicurare la trasparenza dei reclami,
pubblicandoli su internet, come introdurre la valutazione civica dei risultati della P.A. non potrà che
aiutare a ridurre l’attuale divario che ancora separa i cittadini dalla burocrazia italiana”.
P.A. & scarsa trasparenza (74% segnalazioni)
I cittadini denunciano situazioni di particolare opacità principalmente a causa della mancanza di
informazioni e di una carente definizione di iter procedurali chiari e comprensibili. Nella P.A. le
principali criticità riguardano la gestione delle pratiche amministrative (24%), le multe e le questioni
fiscali (23% ciascuno), il welfare (13%), la sicurezza di case popolari e scuole (9%), la giustizia (8%).
Limitatamente alle pratiche amministrative, in particolare, stupisce come la mancanza di trasparenza
renda l’autocertificazione ancora un’utopia in un caso su tre. Ricorrenti, infatti, sono i casi di pratiche
amministrative bloccate per la mancata accettazione da parte di uffici pubblici di documenti di
autocertificazione poi risultati corretti in quanto previsti dalla normativa di riferimento.
Le segnalazioni sul welfare attengono invece ai diversi bonus sociali: social card, carta acquisti, bonus
elettrico, contributi alle famiglie numerose; provvedimenti accomunati da buone intenzioni ma anche
da una diffusa difficoltà nel reperire le informazioni ed i moduli utili per poterne fare richiesta.

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di Redazione
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