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"I rom tra stato di diritto e stato di eccezione": proposte di trasformazione urbana


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'I rom tra stato di diritto e stato di eccezione': proposte di trasformazione urbana
16/03/2009, 17:03

L'antisala dei Baroni del Maschio Angioino di Napoli ha ospitato oggi un incontro dedicato al confronto sulle politiche rivolte ai rom, da sempre ispirate ad una logica emergenziale - infatti, lo stesso termine "nomadi", spesso usato per definirli, lascia intendere l’idea che siano presenze temporanee per le quali non è necessario mettere in campo politiche di lungo periodo, ma interventi provvisori. I piani sin qui attuati hanno spesso visto i rom come destinatari di un trattamento meno favorevole rispetto agli altri cittadini, italiani e stranieri, nella casa come nel lavoro, nella scuola ecc. L’esperienza ha mostrato chiaramente che i rom non sono nomadi e quanto questo approccio ispirato alla provvisorietà e all’emergenza sia fallimentare, provocando marginalizzazione ed esclusione sociale, con gravi danni sociali, economici e culturali per la collettività. Le politiche per i rom dovrebbero invece rifuggire la logica dell’emergenza, della temporaneità e della specialità, ponendo in essere politiche di lungo periodo. Per quel che riguarda le politiche abitative ciò significa escludere l’idea dei "campi nomadi", oggi identificati a volte con nomi più accoglienti e fantasiosi, come villaggi di accoglienza o di solidarietà. Queste soluzioni si ispirano all’idea di insediamenti provvisori per soli rom, quasi sempre recintati, gestiti da associazioni italiane del terzo settore che presidiano i luoghi e con alloggi che non rispettano i parametri minimi di abitabilità valevoli per tutti i cittadini. La Commissione europea, nel mese di febbraio, ha ribadito che per più di 700 anni, i rom sono stati parte integrante della cultura e civiltà europea, ed ha condannato aspramente le manifestazioni di violenza contro le comunità rom, invitando gli Stati membri a rispettare i diritti fondamentali di ogni individuo e ad adottare misure anti-discriminatorie. Tale convegno, finanziato dall’Unione Europea, si pone l’obiettivo tra l’altro di monitorare l’applicazione in Italia di tali principi. A Napoli, a Scampia vive una comunità rom da oltre 30 anni, con efficaci e proficui legami con la cittadinanza. Un progetto che riguarda gli abitanti rom di Scampia non può prescindere dal riconoscimento e dall’assunzione di responsabilità pubblica circa le problematiche di tutta cittadinanza di questo luogo. In particolare, l’area dove insistono gli insediamenti spontanei dei cittadini rom, rientra in una più ampia zona territoriale, che deve essere presa in considerazione in maniera complessiva e unitaria, se si vuole realizzare un corretto intervento, al fine di restituire alla cittadinanza un territorio vivibile e funzionale, attualmente senza alcuna destinazione fruibile, evitando di concentrarsi sui soli rom. Ciò significa che l’area in questione, come da piano regolatore, deve essere destinata al vantaggio del quartiere e dell’intera città e deve essere dotata di servizi e strutture necessarie per la crescita e il miglioramento delle condizioni di vita di tutte le persone, in primis di quelle che abitano nel quartiere. La risoluzione della problematica abitativa dei rom di Scampia, così come ogni intervento che si voglia programmare nell’area in questione, non potrà prescindere ed anzi si dovrà porre in armonia e in linea di continuità con la destinazione ultima dell’area così come indicata nella Variante al P.R.G., DPGR 323/04, ovvero predisporre servizi e attività produttive, sociali e culturali, nonché l’aumento della capacità alloggiativa. Così si legge testualmente all’art 132 com. 1 delle norme di attuazione della Variante al P.R.G.: "Nell’ambito individuato nella scheda 60, la variante persegue l’obiettivo della riqualificazione del tessuto urbano, attraverso la formazione di un insediamento di attività per la produzione di beni e di servizi nell’area in corrispondenza dell’immobile dimesso originariamente adibito a centrale del latte, al fine di contribuire al processo di rivitalizzazione socio – economica dell’intera periferia e degli insediamenti urbani dei comuni contermini". Il convegno, organizzato dall’associazione "OsserVazione" e dall’associazione "Chi rom e... chi no", è stato realizzato nell’ambito del progetto "Roma Migration-Test to EU Values", finanziato dal programma "Europa per i Cittadini" dell’Unione europea. L'incontro si è aperto con i saluti del presidente del Consiglio Comunale di Napoli, Leonardo Impegno.

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di Redazione
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