Cronaca / Giudiziaria

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Bonifici sospetti: Berlusconi si difende sul “Giornale”

I soldi alla Minetti e alle De Vivo? “Un doveroso aiuto”

Intanto i pm vogliono fare chiarezza su quel denaro

I soldi alla Minetti e alle De Vivo? “Un doveroso aiuto”
14/04/2012, 11:04

MILANO – I bonifici versati alla Minetti e alle sorelle De Vivo? Un doveroso “aiuto” a tre ragazze, “in difficoltà per colpa dei pm”. Ed ecco riemergere la solita figura di uomo facoltoso e bonaccione, disposto a sborsare grosse quantità di denaro, pur di fare beneficenza. Silvio Berlusconi, dopo la richiesta dei magistrati del processo Ruby, di acquisire agli atti i bonifici bancari effettuati dall’ex premier a favore di Nicole Minetti e le gemelle De Vivo (quei famosi versamenti portati alla luce da uno scoop del “Corriere della Sera”), si difende. E lo fa in un’intervista rilasciata al familiare “Giornale”.
“Avendone la possibilità - ha spiegato l’ex presidente del Consiglio - quando mi trovo di fronte a casi drammatici e toccanti, non esito a intervenire, sia nel caso di singole persone sia nel caso di associazioni a scopo benefico”. Tornando alle ragazze dell’Olgettina, Berlusconi ha voluto ribadire: “Tutte le mie ospiti, che hanno avuto l’unica colpa di essere invitate a cena dal presidente del Consiglio, sono state travolte da una colossale operazione di linciaggio mediatico. Sono state esposte al pubblico ludibrio, indicendo giornali, tv e siti internet a classificarle come escort. Il risultato è stato per tutte disastroso. È venuta meno per loro qualunque possibilità di lavoro. Addirittura qualcuna si è vista licenziare il padre e la madre”. Quindi, essendo quelle ragazze in difficoltà, il Cavaliere non avrebbe potuto esimersi dal dovere e dal piacere di andare in loro soccorso, aiutandole economicamente.
È la solita storia, insomma. Non che ci si aspettasse qualcosa di diverso: tra l’altro lo stesso avvocato difensore di Berlusconi, Niccolò Ghedini, aveva già annunciato la tesi difensiva dell’eccessiva “beneficenza” dell’ex premier. Intanto però, alla Procura di Milano non sembra passare inosservato il fatto che il Cavaliere sia stato beccato, casualmente, a versare soldi alle tre testimoni del processo Ruby: questa, infatti, vuole che i bonifici di cui si è saputo in questi giorni vengano acquisiti agli atti.

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di Antonio Formisano
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