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CasaPound e la Rete Antifascista replicano al sindaco

Iervolino invita i centri sociali a lasciare gli stabili


Iervolino invita i centri sociali a lasciare gli stabili
30/11/2009, 20:11

NAPOLI – Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, intervistata da Repubblica in merito alle due occupazioni di Materdei (l’ex convento ad opera di CasaPound e l’ex scuola Schipa ad opera degli attivisti di sinistra), ha fatto appello “al buon senso di questi ragazzi”, chiedendo loro di lasciare gli stabili occupati. L’invito, però, non è piaciuto. Repliche sono arrivate sia dalla Rete Antifascista, sia dall'occupazione Hmo.

“Faccio appello al buon senso di questi ragazzi, - ha dichiarato la Iervolino, - il Comune ha deciso e chiederà agli occupanti, pacificamente, lo sgombero. Sia a quelli di destra, che agli altri, di sinistra. Dovranno lasciare gli edifici. Fermiamo l’odio, stop. Lo dico con amarezza per quanto è successo, ma anche con la serenità di chi ha fatto di tutto per stroncare gli estremismi e per invitare al dialogo”. Il sindaco di Napoli, riferendosi all’occupazione messa in atto dai giovani di destra, ha spiegato inoltre di aver scelto la via del dialogo, pur da “antifascista convinta, figlia di due antifascisti”. “Sarebbe stato facile cavalcare la tigre e dire vade retro, come voleva qualcuno della mia parte politica, - ha continuato il sindaco, - ma, in democrazia, devo accettare chi fa attività sul territorio, non violenta, anche se non la pensa come me”. La via del dialogo, però, non ha sortito gli effetti sperati e non ha evitato feriti. La scelta obbligata, quindi, è quella di “dare l’alt”. “Ora la destra dice di esser stata assalita dalla sinistra, e viceversa. Io so che un ragazzo della sinistra è stato assalito; un altro ha del sangue in un polmone. Quindi, usciamo dai locali, consentiamo alla magistratura di stabilire chi è colpevole e chi è vittima dagli episodi. Il Comune invita ad uscire”. “Mi auguro che basti, - conclude, - perché il passo successivo spetta alle forze dell’ordine, che tra l’altro hanno dato esempio di tatto e democrazia”.

Gli attivisti della Rete Antifascista Napoletana hanno risposto alle parole del Sindaco con un comunicato, evidenziando diversi “fondamentali motivi di dissenso”. In primo luogo, la Rete contesta “l’equiparazione tra esperienze che in vent’anni hanno coinvolto e coinvolgono decine di migliaia di napoletani con il tentativo di insediamento di 30 fascisti”, spiegando che tale paragone non può essere accettato in alcun modo. “Non è un discorso che riguarda strettamente il diritto all’autogestione degli spazi abbandonati, che rivendichiamo, ma le finalità, - spiegano, - e il proposito di CasaPound è quello di ‘rinverdire e modernizzare l’esperienza del fascismo’ come si legge dal loro stesso sito e dal loro stesso statuto. Un proposito che fa a pugni non solo con le nostre convinzioni ma con la Costituzione della Repubblica Italiana. Che possano farlo utilizzando una struttura comunale è uno scandalo non dei centri sociali ma per la città”.

Nel comunicato, i ragazzi della Rete ricordano poi le recenti attività (“Noi eravamo a Pianura a difendere i migranti di via dell’Avvenire, eravamo a San Nicola Varco a denunciare lo sgombero vergognoso dei mille braccianti marocchini”) e puntano il dito contro CasaPound che, al contrario, “organizza mobilitazioni xenofobe contro rom e immigrati come ha fatto pure lo scorso anno proprio quando per la ex scuola Schipa diffusero la voce che sarebbero arrivati gli immigrati di Pianura”.
Parlando infine della “miriade di episodi di agguati con aggressioni a singoli attivisti”, conseguente alle contestazioni pubbliche, la Rete definisce la proposta del sindaco “rispettosamente irricevibile”, invitando la Iervolino a riconoscere “tutte le esperienze dei centri sociali per quello che hanno fatto e fanno da vent’anni” e a dire “se ritiene invece che la propagazione di idee razziste e fasciste” “ha dignità per diffondersi da una struttura pubblica”.

Alle dichiarazioni della Iervolino hanno risposto anche gli attivisti di CasaPound, che invitano il Sindaco e la Giunta nell’ex convento per constatare di persona cosa è stato fatto. “Chiederci di abbandonare la nostra lotta per la riqualificazione del degrado per cedere alle richieste di ricattatori, di bombaroli, di vigliacchi attentatori vorrebbe dire cedere contro tutto quello che l’Italia e il Mezzogiorno in particolare con Napoli in testa hanno sempre detto di voler combattere”, si legge in un comunicato dell’Hmo, l’occupazione dell’ex monastero in Salita San Raffaele. Il riferimento è agli attacchi che i militanti dicono di aver subito, tra cui l’aggressione ad alcuni ragazzi di venerdì scorso (aggressione che, secondo la sinistra, vede CasaPound come aggressore e non come aggredita) e il ‘raid’ della notte tra venerdì e sabato, quando, spiegano sempre i ragazzi dell’Hmo, una cinquantina di attivisti di sinistra hanno assaltato il convento con mazze e bottiglie molotov (anche in questo caso la versione è discordante: gli attivisti di sinistra affermano che a lanciare delle bombe carta, insieme ad altri oggetti contundenti, siano stati i militanti di Casapound dalle finestre del monastero).

“Estendiamo a Lei e a tutta la giunta, - si legge ancora nella lettera aperta dell’Hmo al Sindaco, - l’invito a venire al Hmo per visionare di persona, senza distorsioni della realtà fatte da malelingue e da portaborse, i lavori di ristrutturazione fatti all’interno dell’ex monastero, per conoscerci in prima persona e per vedere sempre di persona quali sono le nostre proposte e le nostre battaglie”.

“Chiederci di andare via, di far tornare al degrado un edificio che con il nostro sudore è stato riconsegnato alla popolazione del quartiere Materdei, - spiegano i militanti dell’Hmo, - è un gravissimo cedimento e segno di debolezza che non può che giustificare chi da mesi usa i peggiori metodi della mafia e del terrorismo. Andare via significherebbe darla vinta a quei tristi personaggi che da mesi organizzano spedizioni commando con caschi e bastoni, che organizzano attacchi incendiari con bombe molotov, che organizzano manifestazioni i cui slogan incitano solo all'eliminazione fisica dell'avversario politico e che finiscono per attaccare le forze dell'ordine con cariche, petardi e bastoni”. ''Nell'ultima settimana - aggiunge ancora Casapound - ci sono stati ben tre attacchi mirati ai nostri militanti del Hmo, uniti alle gravissime minacce in stile camorrista alla popolazione del quartiere che 'ha osato' darci una mano o un sostegno. E a tutta questa spirale di violenza Casa Pound ha sempre risposto con feste pubbliche, con banchetti di raccolta firma per le nostre proposte politiche, con appelli al dialogo e al confronto. Mai siamo caduti, come qualcuno ha sperato, nel meschino gioco degli opposti estremismi e nella spirale della violenza politica".

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di Nico Falco
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