Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Il 5 per mille e le proposte del ministro Tremonti


Il 5 per mille e le proposte del ministro Tremonti
19/04/2009, 13:04


Non è affatto una buona idea la decisione del ministro Tremonti di devolvere il 5 per mille ai terremotati dell’Abbruzzo.
Il sistema di finanziamento di attività senza scopo di lucro, attraverso la ilibera indicazione dei contribuenti sulla propria dichiarazione dei redditi, è nato come misura di sussidiarietà fiscale, per permettere ai cittadini di premiare le associazioni più meritevoli.

Secondo il Ministro dell’Economia, il 5 per mille dovrebbe subire una radicale trasformazione: diventare cioè un serbatoio di fondi per lo Stato, da utilizzare nei casi di emergenza eper la ricostruzione delle zone colpite dal sisma. Contro la proposta si è levato un coro di no: dalle Associazioni del “no profit” con le dichiarazioni del portavoce del Forum del Terzo Settore , Andrea Olivero e il Presidente del CSVnet: Marco Granelli; dal Pd, dall'Udc, dai Radicali.

Quasi a dimostrazione di come la televisione è un docile strumento per la costruzione del consenso attorno al Governo, un sondaggio di Sky Tg24, ponendo la domanda in modo decisamente populistico («pensi di destinareil5 per mille agli sfollati dell'Abruzzo?») mostrerebbe che l'84% degli italiani sarebbe favorevole all'idea. Non c'è da stupirsi: chi potrebbe rispondere no a una domanda del genere? Tuttavia, andando più in profondità, emergono ulteriori elementi.

Il 5 per mille di quest'anno, potrebbe raccogliere al massimo 380 milioni, il tetto di spesa che gli è stato assegnato in Finanziaria dallo stesso Ministro Tremonti.

Anche se è impossibile stabilire la quota chegli italiani potrebbero destinare all'Abruzzo, alcune stime parlano di un 40-50% delle scelte, per un totale di 150-180 milioni. Una bella cifra, che però non servirebbe nemmeno per l’emergenza. Quello che Tremonti non dice, infatti, è che i beneficiari stanno ancora spettando le quote del 5 per mille 2007, maturate due anni fa. E secondo quanto annunciato dal governo stesso (per bocca dei sottosegretari Roccella e Molgora), i contributi arriveranno se tutto va bene dopo l'estate, cioè due anni e mezzo dopo le dichiarazioni dei redditi a cui si riferiscono.

Quei 150 milioni di Euro, che si riuscirebbe a raccogliere tra i contribuenti con il 5 per mille, inoltre sarebbero di fatto sottratti a tante organizzazioni di volontari, già attualmente impegnate in prima linea per gli abitanti delle tendopoli. Le stesse tendopoli chiuderebbero se realtà come Anpas, Misericordie, Banco Alimentare o Avis fossero costretti a smettere la loro opera di solidarietà, che oltretutto è a costo zero per lo Stato.

Tra l'altro,proprio queste realtà traggono dal 5 per mille risorse indispensabili: nel 2006,per esempio, con il 5 per mille i contribuenti sostennero l'Anpas con 2,3 milioni di Euro, utilizzati per potenziare le strutture che in questi giorni stanno operando egregiamente in Abruzzo. Diminuire o dimezzare questo contributo andrebbe contro la sussidiarietà che questo Governo dichiara di voler perseguire. «Mi auguro che non sia Tremonti a smontare quel meccanismo che proprio lui aveva pensato», osserva a questo proposito Emmanuele Forlani, portavoce dell'In-tergruppo per la sussidiarietà che ha presentato in Parlamento un progetto di legge per stabilizzare il 5 per mille. «Evidentemente siamo tutti strumenti di sostegno per i terremotati, ma senza andare a scapito di altri misure che hanno dimostrato di funzionare. Tal cosa vale per il 5 per mille, ma anche per l'8 per mille.È sempre sbagliato contrapporre due interessi giusti e legittimi. Quindi ci aspettiamo che nel dispositivo tecnico la proposta venga pensata come una integrazione, non come una sostituzione».

Come si vede da queste note, basta andare dentro le notizie per rendersi conto che il più considerato tecnico del Governo Berlusconi, parla senza approfondite conoscenze. Questo significa che non sa da dove prendere i soldi che il suo primo ministro sta promettendo a tuto spiano in quella festa mediatica in cui è stata trasformata la tragedia dell’Abruzzo.


 


 

Commenta Stampa
di Raffaele Pirozzi
Riproduzione riservata ©