Cronaca / Nera

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Gli inquirenti: ritorsione dopo gli arresi di 5 anni fa

Il bar Seccia incendiato dai Prinno per vendetta


Il bar Seccia incendiato dai Prinno per vendetta
13/04/2010, 11:04

NAPOLI – Sembra fatta chiarezza sul raid che fu messo a segno da ignoti ai danni del bar Seccia, lo storico locale di via Monteoliveto incendiato a Capodanno. Secondo gli inquirenti si tratterebbe di una ritorsione decisa dal clan camorristico dei Prinno di Rua Catalana.
Cinque anni fa i titolari del bar Seccia figuravano tra altri imprenditori del posto come vittime del racket, imposto proprio dal clan Prinno. Le indagini delle forze dell’ordine, all’epoca, si avvalsero proprio della loro testimonianza per inchiodare i colpevoli e far scattare le manette. Il successivo processo si concluse con sentenze di condanna anche se, ormai, molti degli arrestati di cinque anni fa sono tornati in libertà.
La pista della ritorsione non è mai stata abbandonata dagli 007, che la ritenevano tra le più verosimili per spiegare quello schiaffo alla legalità di Capodanno scorso, con un raid incendiario a pochissimi passi dalla Questura. Le indagini sono partite proprio dal possibile collegamento tra gli arresti e il raid. Le verifiche successive hanno fatto il resto, escludendo anche la possibilità che l’attentato fosse un avvertimento da parte di altri gruppi criminali, interessati a mettere le mani sul business del racket.
Secondo le ricostruzioni, ad agire furono in tre: uno versò il liquido infiammabile attraverso l’ingresso secondario del locale, in via Santa Maria la Nova, un altro appiccò il fuoco ed un terzo aspettò in auto col motore acceso che tutto fosse concluso, pronto a darsi alla fuga coi due complici.
Secondo indiscrezioni, riportate dal quotidiano Il Roma, gli inquirenti avrebbero anche già individuato i responsabili, ma mancherebbero ancora dei riscontri per procedere con gli arresti.

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di Nico Falco
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