Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

"Il Boss delle cerimonie deve chiudere"


'Il Boss delle cerimonie deve chiudere'
14/01/2014, 15:02

NAPOLI- La questione è vecchia come il mondo ed attiene al modo di raccontare una città come Napoli, in cui convivono realtà diverse, alto e basso, contraddizioni ataviche . Ma allora perché è sempre più facile descriverla usando clichè e stereotipi? Perchè è così difficile rendere conto della sua complessità? E’ questo che si chiedono le migliaia di persone che hanno protestato contro la trasmissione il boss delle cerimonie su real time. Il programma segue per 15 giorni, dai preparativi alla festa,  un  ‘classico’ matrimonio napoletano, come recita la sinossi del programma sul sito di real time, in cui si legge anche che ‘Ogni episodio è il ritratto oggettivo di una tradizione profondamente radicata nella cultura partenopea, fatta di riti e simboli.’ I matrimoni in questione sono tutti organizzati da Antonio Polese, che, facendo il verso a un’altro celeberrimo format della stessa rete, è il boss delle cerimonie. Anche la scelta di questo titolo per il format ha sollevato polemiche, molti sostengono, infatti, che usare la parola ‘boss’ in una terra martoriata dalla criminalità organizzata è fuori luogo.

Queste nozze, ambientate nella location del ristorante La sonrisa, puntano ad essere ’ da favola’ e come tali si lasciano andare all’eccesso, al kitsch, allo sfarzo e, spesso, al cattivo gusto. Il format scommette tutto sul trash in mostra, dai cantanti neomelodici, agli addobbi casalinghi, al trucco e parrucco di spose  e invitate ad abiti principeschi. La stessa location del programma era già stata usata, con fini diversi, per creare un senso di straniamento nello spettatore, dal regista Matteo Garrone nel suo ultimo film ‘Reality’. Molti, allora, hanno ritenuto di dover protestare per questa rappresentazione della città, ricordando che non tutti i napoletani sono così e che quest’immagine nuoce alla città, che è volgare e infanga il resto della popolazione. Sono nati, quindi, in seguito alla messinonda del programma gruppi sui social network che chiedono la chiusura de ‘Il boss delle cerimonie’  e petizioni, che già raccolgono migliaia di firme, contro la trasmissione.

I detrattori del format hanno dalla loro il fatto che questa rappresentazione di come a Napoli si vive ‘tradizionalmente’ il matrimonio, parafrasando real time, dovrebbe essere esaustiva e riguardare, per rispecchiare la realtà, anche nozze più modeste, meno sfarzose e più sobrie, come ne avvengono tante, ogni giorno, anche a Napoli. Dal canto loro, Realtime, come accade spesso nei programmi della rete, adotta la formula del docureality, in cui si punta a un racconto obiettivo, mostrando sic et simpliciter ciò che accade. Ma nelle riprese e nel montaggio c’è necessariamente un punto di vista, sosteranno i meno ingenui…allora perché non raccontare anche altre nozze tradizionali napoletane?. Probabilmente avrebbero meno successo, ma, a discolpa della rete, va detto, che uno dei volti di punta dei wedding reality di Real Time è Enzo Miccio, napoletano anche lui, e re del glamour e del buon gusto. Quelli di Miccio sono matrimoni altrettanto fiabeschi, ma molto, a volte troppo chic. Certo, non è semplice…Napoli è città di grandi contrasti, ma perché non ne si può mai narrare ‘la via di mezzo’?

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©