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“Mi batto per le altre vittime”

Il calvario di Salvatore Tanasi: quattro interventi per un errore medico


Il calvario di Salvatore Tanasi: quattro interventi per un errore medico
23/01/2013, 18:52

SICILIA -  Un calvario iniziato nel lontano 1996 e che, in qualche modo dura tutt’ora. È la triste storia di Salvatore Tanasi, 30 anni, di Palazzolo Acreide (Sicilia). Circa 15 anni fa, a Salvatore viene diagnosticato un tumore osseo e, a causa di una protesi “installata in modo sbagliato dai medici del Rizzoli di Bologna ha dovuto subire 4 interventi e tutte le conseguenze che ne sono derivate.
Così, nel lontano 1997 subisce il primo intervento che lo salva dal tumore ma che da vita ad un vero e proprio calvario. Dopo circa 2 anni dal primo intervento, Salvatore riesce a liberarsi dalle stampelle e a camminare sulle sue gambe, su indicazione dei medici di Bologna. Ma nel 2001, qualcosa non va come dovrebbe: la protesi, costruita in Svizzera si rompe e – a causa di ciò – è costretto a subire un ulteriore intervento. Nel 2003, il ragazzo laureato all’accademia di Belle Arti, cade una seconda volta. Una caduta – come dichiara lo stesso Tanasi – riconducibile ad un trauma da incidente stradale. Niente di più sbagliato.

Cominciano così una serie di pellegrinaggi per Bologna ma la sua operazione veniva puntualmente rimandata per poi essere operato nell’ottobre del 2005. Due anni di fisioterapia ma Salvatore non può ancora camminare, tanto che – con la sua famiglia – decide di recarsi in Svizzera per poter contattare direttamente la fabbrica produttrice della protesi. Nel 2009, a Firenze viene sottoposto all’ultimo intervento da alcuni specialisti francesi  che riescono a scoprire la causa del lungo calvario del 30enne siciliano:  montaggio difettoso. Ora, nonostante il periodo buio sia terminato, Salvatore non si arrende: chiede un risarcimento danni per le ingiuste sofferenze subite e si batte per aiutare le tante persone che si trovano nella sua stessa situazione perché Salvatore ha scoperto che ad altri ragazzi cui è stata impiantata una protesi come la sua, alla fine hanno dovuto subire l’amputazione di una gamba. “Tutta colpa di interventi sbagliati. Proprio come il mio”, sostiene Tanasi. 

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di Erika Noschese
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