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Stranieri da garantire nel sistema penitenziario

Il carcere possibile:arriva la guida multilingue dei diritti e doveri


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Il carcere possibile:arriva la guida multilingue dei diritti e doveri
16/09/2010, 14:09

NAPOLI  –  Carceri affollate, oltre settemila persone  ospitate nelle case circondariali campane. Il 12% è formato da stranieri. Interfacciarsi con loro risulta difficile soprattutto per  la mancanza di comprensione legata alla diversa lingua parlata.
Per loro è stata pensata una guida multilingue sui diritti e sui doveri dei detenuti che sarà diffusa in diecimila copie negli istituti penitenziari della Campania. L’iniziativa è stata presentata dal Garante dei Detenuti della Regione Campania, la professoressa Adriana Tocco e dal presidente dell’Associazione “Il Carcere Possibile”, Riccardo Polidoro, in sinergia con l’Amministrazione Penitenziaria della Campania e l’istituto Universitario L’Orientale. Ad introdurre il nuovo strumento è stato il presidente del Consiglio regionale, Paolo Romano.
Tra gli altri vi erano il Presidente della Commissione consiliare contro ogni forma di discriminazione, Donato Pica, il consigliere regionale del Pd, Corrado Gabriele, il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, Tommaso Contestabile, la docente dell’ Istituto Universitario “Orientale”, Luigia Melillo, e la scrittrice Valeria Parrella.
Sono due le guide tascabili, una rossa redatta in italiano, inglese, francese e una blu in arabo, rumeno e albanese. Si tratta di uno “strumento di civiltà”, una guida, “un qualcosa che fa strada”, come l’ha definita la scrittrice Parrella, nella difficile detenzione italiana, cercando di trovarne un senso. Uno strumento per percorrere il cammino della dignità facendo sì che mondo esterno ed interno al carcere stesso possano interagire. Una carta dei diritti e dei doveri fondamentali della condizione carceraria, il regolamento della struttura carceraria, le regole della vita carceraria, dai rapporti con il difensore e con i familiari, dalle modalità per presentare richieste alla magistratura di sorveglianza, ai rapporti con l’esterno, dall’alimentazione all’assistenza sanitaria, al reinserimento sociale del detenuto.
“Il tema dei diritti umani è fondamentale per la nostra Regione e, per questo, siamo ben lieti di sostenere, nell’ambito delle risorse destinate al Garante dei Detenuti, questa iniziativa che è finalizzata alla tutela dei diritti fondamentali delle persone sottoposte a pene detentive” – ha sottolineato il Presidente del Consiglio Regionale della Campania Paolo Romano, introducendo la conferenza stampa.
“La guida dei diritti e dei doveri è fondamentale se si pensa che il fattore principale per una buona condotta e per un percorso di reinserimento sociale passa proprio per la consapevolezza dei principi di comportamento. Personalmente ho potuto constatare la realtà delle strutture carcerarie della Campania e la drammatica situazione di sovraffollamento e di carenza di assistenza sanitaria – ha aggiunto Romano – e, nella convinzione costituzionale che la pena detentiva non debba sottrarre i diritti fondamentali ma rieducare e reinserire nella società, promuoverò ogni iniziativa politica e legislativa affinchè il Consiglio regionale, nell’ambito delle competenze in materia sanitaria, possa esercitare un controllo e un intervento più efficace per garantire migliori condizioni sanitarie per i detenuti. Per questo – ha proseguito Romano – chiederò alla Commissione Regionale Sanità di farsi carico di questo progetto affinchè la Regione possa essere maggiormente incisiva nella tutela dei diritti fondamentali della persona”. Diritti ma anche proposte, come quelle orientate verso lo sviluppo delle capacità lavorative. A tal proposito ha precisato Romano la necessità della formazione costante dei detenuti, motivo che ha indotto il Consiglio a riorganizzare anche la rete informatica, a partire dal carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove saranno consegnati in questi giorni dei nuovi computer.
“L’istituzione consiliare deve impegnarsi fortemente per la tutela dei diritti umani e contro ogni forma di discriminazione – ha evidenziato il Presidente della Commissione speciale competente Donato Pica – collaborando con le altre Istituzioni per mettere in campo maggiori risorse e mezzi per rimuovere le situazioni di debolezza sociale e per contribuire a migliori condizioni di vita per i detenuti. In tal senso – ha proseguito – proporrò un’azione istituzionale e politica sinergica per verificare le condizioni di vita dei carcerati e la costituzione di un tavolo di concertazione con la partecipazione della rappresentanza nazionale per risolvere i problemi fondamentali delle carceri, da quelli manutentivi, a quelli dell’edilizia carceraria a quelli di assistenza sanitaria”.
Corrado Gabriele, intervenuto alla presentazione ritornando da una visita al carcere di Poggioreale, ha sottolineato che “da alcune settimane, il principale istituto di pena della Campania è privo degli ambulatori per la microchirurgia e per la chirurgia odontoiatrica con il risultato che circa il 10% della popolazione carceraria è in attesa di piccoli interventi che rendono la condizione carceraria ancora più difficile”.
Secondo Gabriele  “va rafforzato l’istituto del Garante dei Detenuti, anche attraverso maggiori risorse e strutture, affinchè possa svolgere al meglio il delicato ruolo cui è chiamato e affinchè possa intervenire in maniera efficace sulla situazione carceraria”.
La Garante dei Detenuti Adriana Tocco ha sottolineato che “l’elevata percentuale di suicidi nelle carceri italiane e campane evidenzia una situazione di vera emergenza sociale di fronte alla quale le Istituzioni devono reagire. Per questo vanno sostenute iniziative importanti, come quella dell’associazione ‘Il carcere possibile’ finalizzare a mettere in campo strumenti di civiltà per la rieducazione del condannato e per il suo reinserimento sociale. La guida è uno strumento di civiltà che deve far concepire la detenzione come strada verso la giustizia e non verso la vendetta, la prima in cui il regolamento delle diversi carceri va riportato tenendo conto dei singoli istituti.
Dal Presidente del “Il Carcere possibile”, Riccardo Polidoro, è giunto un plauso all’iniziativa del Consiglio regionale e del Garante “perché – ha spiegato – la Regione è stata l’unica istituzione disponibile a finanziare il progetto della guida multilingue e a dare un importante contributo per la situazione dei detenuti in Campania”.
Infine,  il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, Tommaso Contestabile ha invitato le forze politiche e le istituzioni ad affrontare con la dovuta sensibilità sociale le problematiche della situazione carceraria che investono, oltre ai detenuti, gli agenti di Polizia penitenziaria e i vertici amministrativi degli istituti di pena, che in Campania devono fare i conti quotidianamente con un sovraffollamento: oltre 7.000 gli ospiti delle carceri. Di questi il 65% è in attesa di giudicato, ovvero come ha poi precisato Polidoro, “presunti innocenti”, stanno già scontando una pena, senza ancora aver avuto un giudizio definitivo. Per loro e per tutti i reclusi sono in corso d’opera altre attività, come laboratori lavorativi e attività sociali.

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di Elisabetta Froncillo
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