Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli aderisce alla protesta nazionale


Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli aderisce alla protesta nazionale
06/10/2011, 14:10

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli aderisce alla protesta nazionale indetta dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura sulle problematiche dello sviluppo socio economico e la chiusura delle sette sedi distaccate del Tribunale di Napoli: Marano, Afragola, Casoria, Frattamaggiore, Pozzuoli, Capri, Ischia e Uffici del Giudice di Pace, manifesta la propria contrarietà sia relativamente al metodo seguito che al merito della riforma.

Sembra, innanzitutto inopportuno che una riforma strutturale di grande impatto sull’ordinamento giudiziario, quale dovrebbe essere la revisione della geografia giudiziaria, per la quale sino ad oggi, non si è giunti ad una soluzione condivisa, venga assunta d’impeto e sulla scorta di valutazioni meramente economiche rapportate ad una stringente crisi finanziaria.

Caia rileva che il legislatore, ha erroneamente ritenuto che la soppressione e/o accorpamento di alcuni Tribunali e Sedi distaccate comporti automaticamente un risparmio economico da una parte ed una migliore efficienza del servizio dall’altra.

Tale ragionamento non può essere condiviso “tout court” né risultano, in proposito, sufficienti i criteri indicati nella norma perché si proceda a detta riorganizzazione.

Eventuali disfunzioni o inefficienze, ove esistenti, risultano quasi sempre determinate dal taglio di risorse al sistema giustizia, alla riduzione di organici, allo scarso numero di magistrati agli eccessivi carichi di lavoro, oltre che alla mancata attuazione ed adeguamento al processo telematico.

Va ancora considerato che la presenza e sopravvivenza delle sedi distaccate nell’ambito del Tribunale di Napoli è ampiamente giustificata dalla sussistenza degli stessi criteri previsti dal legislatore quali carichi di lavoro, bacino di utenza ed una massiccia presenza di criminalità.

Il legislatore ha trascurato, inoltre, di valutare che un Ufficio Giudiziario risulta essere per il territorio un volano di sviluppo di attività professionali, commerciali ed economiche, e che la relativa soppressione determinerebbe un depauperamento ulteriore in realtà già depresse . Inoltre il carico di lavoro, non verrebbe a scomparire, ma risulterebbe accorpato ad altra sede con ulteriori sovraccarichi, che porterebbero alla prevedibile paralisi della giustizia presso quegli uffici.



La salvaguardia dei diritti dei cittadini non può essere gestita in termini di produttività aziendale poiché essa, risultando un bisogno primario della collettività, va valutata come costo socialmente utile e necessariamente sostenibile.

Dal punto di vista della maggiore efficienza non è stato considerato che la soppressione di alcuni Uffici Giudiziari determinerebbe un aggravamento del già fragile equilibrio con inevitabile paralisi o aumento delle lungaggini ed inefficienze già esistenti.

Il progetto di riforma renderebbe in molti casi difficile o impossibile l’accesso alla giustizia per molti cittadini residenti in zone disagiate o non collegate in violazione di consolidati principi costituzionali.

Il consiglio dell’Ordine ribadisce altresì che è inaccettabile per l’Avvocatura la formulazione dell’art. 3 del D.L. 13/08/2011 n.8 (manovra economica bis) che colloca la professione forense in un contesto normativo che non le appartiene.

La professione forense, non può essere collegata a principi e meccanismi che riguardano l’impresa e che non si conciliano con la funzione di tutela dei diritti del cittadino che l’avvocato assicura, quale soggetto di rilevanza costituzionale, nell’ordinamento italiano, sia nel processo che al di fuori di esso.

Pertanto, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, confermando di non assumere una posizione preconcetta ad ogni ipotesi di riforma, ancora chiede che il Governo tenga conto dei rilievi formulati e prima di adottare qualsivoglia provvedimento, apra un approfondito confronto con l’avvocatura e con tutti gli operatori del sistema giustizia.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©