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Si tratta di un conto corrente gestito da Spinelli

Il conto corrente del "bunga bunga"

Da qui prelevati i soldi per le escort, ma anche per Fede

Il conto corrente del 'bunga bunga'
01/02/2011, 10:02

MILANO - Ilda Bocassini, nelle sue indagini sullo scandalo dei festini a luci rosse ad Arcore, non si è fermata alle intercettazioni o alle testimonianze, ma è andata anche sui soldi: visto che ne giravano tanti, qualche traccia devono lasciare. Non si possono dare buste con 2000, 3000, 5000, 7000 o 10 mila euro in banconote da 500 senza lasciare tracce. L'indicazione è arrivata durante la perquisizione a casa di Alessandra Sarcinelli. Tra i vari documenti trovati, un documento bancario relativo ad un bonifico alla stessa Sarcinelli, firmato da Berlusconi con la causale "prestito infruttifero". L'istituto di provenienza è il Monte dei Paschi di Siena che si trova a Segrate, a due passi dalla sede della Dolcedrago S.p.a. (società immobiliare di proprietà del premier), dove lavora abitualmente il ragionier Spinelli. Cioè proprio la persona attraverso cui passano tutte le transazioni dirette alle ragazze che andavano ad Arcore. Infatti, le intercettazioni telefoniche dimostrano che quando le ragazze avevano richieste o necessità di soldi, telefonavano a Spinelli, che diceva di aspettare che avesse parlato con il premier per poi dare una risposta positiva o negativa (di solito positiva).
Un caso? Non sembra. Perchè attraverso questo conto è passato anche il famoso prestito (mai restituito) di 1,2 milioni fatto da Berlusconi a Lele Mora attraverso Emilio Fede che si è preso 400 mila euro. E dalle intercettazioni risulta anche che Emilio Fede andò in banca ma il direttore si rifiutà di farglieli avere in contanti, per evitare di ricevere altre segnalazioni dalla sede centrale, dato che era un favore che aveva fatto più volte. E così gli prepara una serie di assegni circolari. E cosa scoprono i magistrati? Che in quei giorni la banca gli cambia 1,45 milioni di euro in assegni circolari. A questo punto le coincidenze sono troppe. E di conseguenza diminuisce la validità delle teorie difensive.

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di Antonio Rispoli
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