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Il corollario nascosto degli attacchi politici alla magistratura


Il corollario nascosto degli attacchi politici alla magistratura
07/04/2011, 17:04

In questi giorni, dove ogni giorno ci sono iniziative della politica contro i magistrati (dalla "riforma epocale" mai neanche iniziata o tentata, al conflitto di attribuzione al processo breve), c'è un filo rosso che viene tenuto nascosto e di cui nessuno parla. Prendiamo per esempio la legge sul "processo breve" o "processo europeo" come lo chiama il premier, o "legge ad personam per Berlusconi", come è più giusto chiamarla. Si dice che è necessaria per chiudere in tempi certi il processo penale, che altrimenti ha tempi indeterminati.
Ma i processi perchè non hanno tempi determinati? Teniamo presente che, bene o male, i giudici - con la collaborazione degli avvocati e dei Pm - dopo qualche anno di lavoro, riescono a valutare piuttosto bene quali sono i tempi del processo. Per carità, c'è sempre l'imprevisto che allunga i tempi, ma di norma ci si riesce. E allora da cosa dipendono i ritardi? Nel 90% dei casi, dall'imputato e dal suo difensore; solo nel restante 10% ci sono le altre cause. Solitamente c'è qualche impedimento dell'avvocato o dell'imputato - che, anche se falso, non può essere appurato in tempi brevi - o di qualche testimone (che il difensore ritiene indispensabile e non rinunciabile) ottengono un rinvio. Più raramente, il rinvio può dipendere dal Pm o dal giudice ammalato, dalla notifica fatta all'indirizzo sbagliato o in ritardo. Ma come mai ci sono i rinvii? Semplice, per la prescrizione. Quando un avvocato deve difendere una persona colpevole (e magari con soldi da spendere), e non può puntare all'assoluzione, allora punta sulla prescrizione se può. Rinviare, dato l'ingolfamento perenne dei calendari dei Tribunali, significa guadagnare da 3 a 6 mesi; al sud può significare anche un anno, dato che i giudici sono ancora più indaffarati . Se si riescono ad ottenere 4-5 rinvii, sono una prescrizione più vicina di 2 anni. Però in queste leggi non si parla mai di questo. Il filo rosso a cui mi riferivo è un'accusa sottintesa: i rinvii sono causa della pigrizia e dell'ignavia dei magistrati, che quindi vanno puniti.
Paradossalmehte, i reati che scorrono via più velocemente sono quelli per omicidio e quelli che vedono persone detenute per reati non molto gravi. Nel primo caso perchè non c'è prescrizione (o meglio, non c'era, dato che si prevede un limite di 6 anni e mezzo per celebrare il processo a carico di chi ha ucciso), e quindi il rinvio è una cosa inutile, non cambia le cose. Nel secondo caso perchè, anche in caso di condanna, si possono chiedere quelle misure cautelari alternative al carcere che lo stato di detenzione cautelare non sempre consente. In pratica, la condanna serve per uscire dal carcere (entro certi limiti, naturalmente). Ora, dato che i processi con imputati detenuti sono rari, concentriamoci sull'altro punto, quello della prescrizione. Se si vogliono accelerare i processi, bisogna cambiare la prescrizione. magari la si riduce un po', ma la si ferma al momento del rinvio al giudizio. Una volta che il processo inizia, la prescrizione non esiste più. Naturalmente anche con sanzioni, se ci sono giudici o Pubblici Ministeri che rallentano a bella posta un processo. Anche sanzioni pesanti, perchè no?. Ma se sono loro a rallentare, non se lo fa l'imputato.
Prendiamo per esempio il processo Mills. Il processo inizia nel 2004, quando l'avvocato inglese manda una lettera al suo commercialista una lettera in cui dice, sintetizzando: "Ho l'Ufficio delle Imposte che mi alita sul collo. E sono preoccupato perchè ho 600 mila dollari in nero che mi sono stati dati da Mister B perchè ho evitato di tirarlo in ballo dei due processi in cui ho testimoniato per lui". Il commercialista riceve la lettera, prende il telefono e chiama la Polizia: "C'è un reato per te". La Polizia prende Mills, lo interroga e lui conferma: "Sì, Mister B. è Silvio Berlusconi". Tra parentesi, la cosa gli costò cara a Mills, perchè, data la gravità della cosa, la moglie (all'epoca faceva parte del governo Blair) dovette dare le dimissioni e abbandonare l'attività politica. Dopo di che tornò a casa, fece le valigie (considerando che era un tipo apparentemente molto deciso, secondo me ha anche preso il marito e l'ha infilato con la testa nel muro, metaforicamente parlando) e se ne andò, divorziando. Il processo iniziò in Italia nel 2005, ed immediatamente cominciò l'influenza della politica sul processo: approvazione della legge Cirielli che dimezzò la prescrizione, lodo Schifani per bloccare i processi, poi lodo Alfano 1 e 2 (tutte e tre le leggi cassate dalla Corte Costituzionale), adesso queste leggi. Ma nel fratytempo i suoi avvocati cominciavano a bloccare i processi, sostenendo che il Presidente del Consiglio era impegnato e non poteva partecipare ai processi; spesso non si presentavano neanche gli avvocati. Una volta addirittura Ghedini (che fa parte della Commissione Giustizia) fu l'unico oratore di una seduta della Commissione, con un intervento di 20-25 nminuti su una seduta di 40; tutto questo di sabato. E guarda caso quel sabato c'era l'udienza del processo Mills.
Quindi, tagliare i tempi, senza bloccare l'attività ostruzionistica e dilatoria degli avvocati, significa solo affermare la volontà di non fare i processi. Invece ci vogliono più magistrati, più cancellieri, più aule di giustizia (e magari anche più carceri) per poter fare i processi. E più personale delle forze dell'ordine (ed addestrati a rispettare la legge, magari) per fare più e meglio le indagini. Ma nulla di questo è previsto nelle leggi in discussione. Solo attacchi ai giudici ed impedimenti al loro lavoro.

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di Antonio Rispoli
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