Cronaca / Sesso

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Il criminologo: Modestino privo di coscienza morale


Il criminologo: Modestino privo di coscienza morale
26/02/2009, 21:02

“E’ atroce e sconvolgente più di analoghi casi avvenuti in precedenza lo stupro perpetrato a Napoli su un ragazzino di 12 anni: è una forma di uccisione della vittima innocente senza mediazione”.

Il parere è di Francesco Mele, criminologo e psicoterapeuta. “L’aggressività e la sessualità insieme, - spiega, - diventano una miscela che esplode come una mina antiuomo distruggendo l’anima della vittima, il soggetto più debole. Lo stupratore è un soggetto che non ha risolto la sua identità ed è inoltre incapace di sentire la sofferenza dell’altro: è difficile quindi trovare la ‘medicina giusta’ per curare questi individui”.

“Il lavoro terapeutico, - prosegue Mele, - deve seguire due linee in parallelo: una riguarda la coscienza morale ed etica e l’altra un intenso lavoro sull’affettività. I soggetti che hanno compiuto questi delitti devono imparare a mettersi al posto dell’altro: si è bloccato in loro il meccanismo mimentico che fa sì che un bambino pianga come se si trattasse della prima sofferenza, quando vede un altro bambino che soffre.

Non riescono ad immedesimarsi nel dolore dell’altro. Sono costituiti dalla stessa struttura sadica dei torturatori che possono mostrarsi esteriormente gentili e in privato sadici senza vivere il conflitto interiore di una coscienza morale sviluppata”.

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di Nico Falco
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