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Il CSM boccia il magistrato-blogger e lui va via


Il CSM boccia il magistrato-blogger e lui va via
03/07/2009, 09:07

Gaetano Dragotto non è un nome conosciuto dai più. E' il Procuratore Generale della Corte d'Appello di Ancona, e non è uno di quelli il cui nome esce sui giornali. Ma tra i colleghi è conosciuto, soprattutto per la sua attività di blogger. Ma un blog particolare nel quale evidenzia e mette alla berlina le sentenze dei colleghi che contengono errori marchiani: dalle "deposizioni oculari" (nel senso di testimonianza fatta da un testimone oculare) alla sentenza di separazione in cui il marito deve pagare l'assegno di mantenimento alla moglie, ma anche alla figlia morta.
Questo suo hobby però gli ha scatenato il risentimento di molti colleghi e così il CSM, che non è riuscito ad avviare un procedimento disciplinare contro di lui, non avendo violato nessuna regola, ha deciso di fare ostruzionismo. Respinta la richiesta del magistrato di diventare Avvocato dello Stato, nonostante il suo curriculum; respinta la richiesta di diventare presidente di sezione del Tribunale di Grosseto; respinta la richiesta della riconferma nel ruolo di Procuratore Generale di Ancona per quattro anni. Al terzo rifiuto, capita l'antifona, Dragotto ha deciso di avviare le pratiche per la pensione e di ritirarsi anticipatamente della magistratura; magari per ritornare all'attività di blogger da lui interrotta dopo le proteste dei colleghi.
Ma è un altro gran brutto segno da parte del CSM. Anzichè punire i magistrati che scrivono queste bestialità nelle sentenze, si punisce chi le evidenzia, sia pure in modo sarcastico. Sta diventando ormai sempre più simile ad un organo politico, teso solo a salvaguardare il potere e i benefici della casta, invece di fare il suo dovere. Perchè non è un caso unico: hanno fatto lo stesso con Luigi De Magistris e con la Procura di Salerno, quando ha indagato su quella di Catanzaro.

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di Antonio Rispoli
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