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Il doppiopesismo dell'informazione asservita al governo


Il doppiopesismo dell'informazione asservita al governo
19/12/2010, 13:12

Ancora una volta, da giornalista, sono ad assistere ad uno squallido spettacolo che offende la categoria a cui appartengo. Cioè una parte dei giornalisti - gente ben più nota, più famosa e magari anche più brava del sottoscritto - che villipendono il nostro lavoro, chiudendo gli occhi davanti ai fatti per fare solo propaganda.
Il riferimento è alla cosiddetta "parentopoli romana". Le società municipalizzate della Capitale hanno assunto negli ultimi due anni circa 2000 persone, che sono tutti amici, parenti o segnalati dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dalle persone del suo entourage, del Pdl e così via. La cosa viene trattata senza troppo gridare sui giornali considerati più di sinistra (Repubblica, Unità, ecc.), mentre sui giornali considerati di destra è un argomento praticamente sconosciuto. Nessuna trasmissione poi ne ha parlato, nè nessun giornalista ha intervistato seriamente Alemanno ("intervistare seriamente" significa fare domande specifiche e puntuali sul fatto, in modo da ottenere una qualche risposta seria, anche se certamente non ci si può aspettare da un politico che dica la verità). La cosa poi non viene neanche messa in prima pagina, ma sempre relegata in fondo, a pagina 20 o giù di lì.
Ben altro rilievo hanno avuto altri episodi (e rimaniamo a Roma) che hanno riguardato esponenti del centrosinistra. Per la foto di Silvio Sircana beccato in macchina, fermo, mentre si rivolge ad un trans che stava in piedi sul marciapiede, il centrodestra chiese addirittura le dimissioni di Romano Prodi, allora Presidente del Consiglio, mentre il Giornale e Libero sbattevano le foto in prima pagina. E come dimenticare la vicenda di Piero Marrazzo, Presidente della Regione Lazio, costretto a dimettersi per una vicenda di trans, droga e ricatti? Per carità, come già detto in precedenza, secondo me ha fatto bene a dimettersi, per due ordini di motivi: innanzitutto perchè un politico che venga ricattato e non denuncia il fatto alle forze dell'ordine, non è può restare ad un posto di comando, mancherebbe la trasparenza dei suoi atti, se si deve sospettare che ogni atto potrebbe essere stato deciso in obbedienza di un ricatto. Ma poi, nel caso specifico, non è accettabile che lui restasse lì, dopo esserci arrivato facendo il moralizzatore e poi dimostrando di essere il primo censurabile sotto il profilo morale. Ma quella vicenda ebbe le prime pagine per settimane. Per non parlare della vicenda della casa di Montecarlo, la cui proprietà è stata attribuita da Libero e dal Giornale al cognato di Gianfranco Fini (rigorosamente senza prove) e che per questo il Presidente della Camera avrebbe dovuto dimettersi. Ma nei tre casi in questione non ci sono reati, ci sono solo fatti privati per SIrcana, la vittima di un ricatto per Marrazzo, un pour parler senza senso per Fini.
Se quello che sta uscendo fuori nella parentopoli romana venisse confermato, noi avremmo una violazione di tutte le norme - scritte e non scritte - sull'assunzione nella pubblica amministrazione, un sicuro danno erariale e la Procura di Roma sta indagando, segno che ci sono sospetti che ci possa essere qualche reato. Ma di tutto questo sui giornali legati al governo o nei TG nazionali (in TUTTI i tg nazionali) nulla. Nessuno ne parla, nessuno protesta, nessun titolo, men che meno una richiesta di dimissioni per Alemanno... E questo è il modo di agire? Stendere una cappa di silenzio, mentre viene dato ampio risalto alle dichiarazioni dello stesso Alemanno che sbraita contro i manifestanti di martedì scorso, contro i giudici che non li hanno condannati ai lavori forzati a vita, e via elencando? Poi, quando intervengono in TV i vari Alessandro Sallusti, Vittorio Feltri, Maurizio Belpietro, Nicola Porro, Franco Bechis e tutti gli altri, non si deviono ribellare quando qualcuno dice che sono asserviti al governo. Perchè quello che fanno è esattamente questo: non danno notizie, ma fanno propaganda politica per Berlusconi e il Pdl. E se questo è un compito nobile, quando viene affidato ad un propagandista, è un compito miserrimo se viene svolto da un iscritto all'Ordine dei Giornalisti. Un giornalista è un propagandista solo quando fa propaganda ai fatti veri, concreti e dimostrabili.

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di Antonio Rispoli
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