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Le dichiarazioni dopo richiesta di scarcerazione per il boss

Il figlio di Provenzano: "Curate mio padre o uccidetelo"


Il figlio di Provenzano: 'Curate mio padre o uccidetelo'
04/02/2011, 10:02

NOVARA - Dopo la notizia del cattivo stato di salute del boss Bernardo Provenzano, si fa vivo anche il primogenito, Angelo, 36 anni. Con dichiarazioni alquanto forti: "Un figlio chiede solo che suo padre venga curato e che non sia trattato come una bestia. Nient'altro. Chi ha perso un padre credo che possa capirmi, anche se il mio dolore non è paragonabile al suo dolore. Io ho provato a immedesimarmi nei miei coetanei che hanno perso un genitore per morte violenta. Confesso di non esserci riuscito. Penso che provino un dolore immenso, che non riesco neanche a immaginare. E mi dispiace. Ognuno di noi paga un dazio, e anche io l'ho pagato solo perché esisto e perché sono figlio di un certo pezzo di storia di questo Paese. Oggi vorrei dire: anche un pluriergastolano ha diritto di essere trattato come un essere umano. Se poi l'esistenza di mio padre dà fastidio, qualcuno abbia il coraggio di chiedere la pena di morte, anche ad personam".
Una liberazione che allo stato è quasi impossibile: non ci sono permessi o sconti per i boss mafiosi; figuriamoci se ce ne possono essere per quello che viene considerato il boss dei boss. Anche se il collegio di medici che nei giorni scorsi ha confermato che c'è bisogno di fare una scintigrafia perchè c'è il sospetto di una recidiva del tumore alla prostata che Provenzano si operò in Francia nel 2003 a spese della Regione Sicilia. Per questo viene consigliata anche una cura radioterapica o chemioterapica. In mancanza, sottolineano i medici, il boss non sopravviverà più di due o tre anni

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di Antonio Rispoli
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