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Appalti e corruzione, alla “sbarra” la Protezione civile

Il G8 e il coinvolgimento di Bertolaso,l’iter delle indagini


Il G8 e il coinvolgimento di Bertolaso,l’iter delle indagini
25/09/2011, 09:09

PERUGIA – Alla fine anche Guido Bertolaso, ex capo della protezione civile nazionale, sarà processato il 24 aprile prossimo, in merito l’inchiesta relativa ad appalti e corruzione  del G8.  

A richiedere il rinvio a giudizio,  il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Perugia Claudia Matteini, che  insieme a Bertolaso farà processare altre  18  perone (imprenditori, liberi professionisti e funzionari pubblici)  e altri imputati eccellenti , come l'ex presidente del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici Angelo Balducci e l'imprenditore Diego Anemone.  
L'unico prosciolto   è l'ex senatore Alberto Covello.  Per l'accusa in qualità di vicepresidente dell'istituto per il credito sportivo si era solo  adoperato affinché al Salaria Sport Village, di proprietà dell'imprenditore Diego Anemone, venisse concesso un finanziamento da diciotto mila euro per la ristrutturazione del centro sportivo.
Il Giudice ha invece  confermato, per glia altri imputati,  i reati ipotizzati dalla procura, ovvero, corruzione e associazione per delinquere.
"Dovrò attendere anni per avere quella giustizia che oggi mi è stata negata": queste le parole di Guido Bertolaso dopo la notizia del  rinvio a giudizio. "Le accuse nei mie confronti non hanno ragione d'essere", ha aggiunto.
LE INDAGINI (LA SCHEDA) - Il 10 febbraio 2010 è stato raggiunto da un avviso di garanzia nell'ambito di un'inchiesta sugli appalti del G8 che avrebbe dovuto svolgersi a La Maddalena e poi spostato a L'Aquila. In seguito al provvedimento ha rimesso nelle mani del Consiglio dei Ministri la sua nomina a Capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale e Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle emergenze, le dimissioni sono state però respinte dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Secondo l'accusa Bertolaso, insieme a diversi imprenditori e altri membri della Protezione Civile, sarebbe stato coinvolto in un meccanismo di subornazione, comprendente altri personaggi di rilievo degli ambienti dell'amministrazione pubblica (tra cui l'ex Presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci), della politica e dell'imprenditoria, ruotante intorno a scambi di favori di svariata natura, anche sessuale, in cambio di appalti. Lo stesso Bertolaso, secondo il GIP di Firenze sarebbe stato fruitore "non solo di massaggi, ma di vere e proprie prestazioni sessuali". I pm stanno inoltre cercando di chiarire la provenienza di numerose rate di un affitto mensile di 1.500 euro per un appartamento in Via Giulia 2, pagate, secondo il proprietario della casa, l'attore Raffaele Curi, da Angelo Zampolini, factotum di Diego Anemone, imprenditore romano proprietario insieme al fratello del Salaria Sport Village di Roma che avrebbe ricevuto alcuni importanti appalti pubblici dalla Protezione Civile. Il 15 giugno dopo un interrogatorio a Perugia, Bertolaso ha affermato che l'appartamento gli era stato dato in affitto da un amico, che si era rivolto all'Arcivescovo di Napoli ed ex Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli Crescenzio Sepe. Bertolaso si è difeso, all'immediato scoppio del ciclone mediatico, sostenendo la legittimità del suo operato come servitore dello Stato, ammettendo nondimeno la possibilità che durante la propria gestione della protezione civile l'operato di alcuni dei suoi collaboratori possa essergli sfuggito.

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di Rosario Scavetta
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