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Non basta il cartello per declinare le responsabilità

Il gestore deve risarcire anche per i parcheggi incustoditi


Il gestore deve risarcire anche per i parcheggi incustoditi
10/02/2009, 20:02

Il cartello esposto che declina qualsiasi responsabilità non basta. Anche se si tratta di un parcheggio incustodito, il gestore è sempre responsabile per eventuali furti. Nemmeno se una delibera comunale interviene per sollevarlo da colpe. Lo ha stabilito la Cassazione: il “contratto di parcheggio” prevede sempre “l’onere della custodia” a carico del concessionario dell’area.
I giudici della terza sezione civile della Suprema Corte hanno confermato una sentenza della Corte d’Appello di Milano che ha condannato l’Atm, l’azienda di trasporto pubblico milanese, a pagare per un Suv “scomparso” da un’area di parcheggio, a pagamento ma senza custodi, gestita dalla stessa azienda municipale.


In particolare, nelle motivazioni della sentenza 1957 viene sottolineato che "la limitazione di responsabilità, per furto totale o parziale, riportata nell'avviso all'ingresso dell'area di parcheggio, è del tutto inefficace" in quanto costituisce una "clausola vessatoria" e dunque dovrebbe "essere approvata specificamente per iscritto". Nonostante, evidenzia la Corte, l'avviso affisso dall'azienda di trasporto pubblico "richiamasse il regolamento approvato dalla giunta comunale milanese" con una formale delibera. In sostanza "non è necessario l'affidamento del veicolo ad una persona fisica" per far scattare l'obbligo di custodia. Tale obbligo infatti "prescinde dalla presenza di persone addette alla sorveglianza" soprattutto quando, aggiunge la Cassazione, "vi sono sistemi completamente automatizzati per la procedura di ingresso e di uscita dei veicoli attraverso l'uso di schede o biglietti magnetici".


Si tratta di una sentenza che cambia le carte in tavola a favore, questa volta, dell’utente. Il cartello che vengono affissi nelle aree di sosta, anche in quelle custodite, sono più che espliciti: la direzione non risponde dei danni. Questo significa che il cliente che torna e non trova la propria automobile, o la trova danneggiata, può soltanto fare spallucce ed andare via. Ma con questa sentenza le cose si capovolgono: non basta esporre il cartello per declinare le responsabilità. Il pagamento della somma per la sosta equivale ad un contratto stipulato con il concessionario del parcheggio, che da quel momento diventa responsabile della vettura parcheggiata.


Lo stesso ragionamento vale per tutti i servizi di custodia di beni offerti a pagamento, come il guardaroba dei locali messo a disposizione della clientela: sebbene ci sia il cartello che indica che la direzione non risponde di smarrimenti o furti, c’è poco da fare: se vi sparisce la giacca (e siete in grado di dimostrare di averla lasciata nel guardaroba, ovviamente) vi spetta un risarcimento.

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di Nico Falco
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