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Editoriale di fuoco di Feltri contro magistrati e avvocati

Il Giornale: "Arrestano Sallusti". Ma è la legge


Il Giornale: 'Arrestano Sallusti'. Ma è la legge
21/09/2012, 17:20

Questa mattina, chi ha comprato Il Giornale, si è trovato un titolone impressionante sparato in prima pagina: "STanno per arrestare il direttore del Giornale". Naturalmente, come tutti i titoli degli articoli del quotidiano, è parzialmente falso: Sallusti ha la possibilità di chiedere l'affidamento ai servizi sociali ed evitare la galera. C'è di vero che la settimana prossima il direttore del Giornale sarà chiamato davanti alla Corte di Cassazione che dovrà decidere se accettare o meno il ricorso contro una condanna in secondo grado a 14 mesi di reclusione per diffamazione aggravata a mezzo stampa. Al di là di tutta una serie di inesattezze (Viene detto che Sallusti non era stato informato del processo nè dell'assenza dell'avvocato, ma per legge l'imputato viene sempre notificato per ogni udienza; e in quanto all'avvocato... se non se lo sa scegliere lui, glielo devo scegliere io?), i fatti sono semplici: nel 2007 uscì su Libero - allora Sallusti era direttore di quel giornale - un articolo che chiedeva la pena di morte per i genitori di una ragazzina di 13 anni che aveva abortito, per il giudice che aveva autorizzato l'aborto e il ginecologo che l'aveva praticato. L'articolo uscì con lo psudonimo di Dreyfus e venne scritto dal giornalista Andrea Monticone. E sono stati condannati entrambi, Monticone a 12 mesi e Sallusti a 14: i giudici di secondo grado hanno ritenuto che non fosse una cosa carina da dire. 
Nel corso della giornata alla questione si è aggiunto anche un editoriale di fuoco di Feltri, scritto mentre gli "tremano le mani sulla tastiera della Olivetti" (ma esistono ancora le Lettera 21? Non l'hanno informato a Feltri che oggi si scrive col computer? ndr). In questo editoriale se la prende con i magistrati, rei di aver calcato la mano trasformando una condanna a 5000 euro in primo grado in una sentenza penale di 14 mesi di reclusione senza la condizionale. E poi se la prende con la lobby degli avvocati rei di aver impedito al povero Silvio Berlusconi di fare una legge che depenalizzasse i reati di opinione. 

Questi i fatti. Aggiungiamo tre punti, di cui non si fa cenno sul quotidiano della famiglia Berlusconi. 
1) Se Sallusti non ha avuto la sospensione condizionale della pena (che spetta in quei casi in cui si abbia una sola condanna inferiore ai 24 mesi di detenzione e che cancella la condanna se per 5 anni dopo la sentenza non si commettono altri reati) è solo perchè è stato condannato numerose volte. E non è detto che i giudici debbano condannare il giornalista solo alla multa, quando la diffamazione è grave. 
2) Feltri dice che siamo l'unico Paese occidentale dove la diffamazione è punita penalmente, e si avventura in discutibili paragoni con la Russia e la Corea. Ma per lui è tanto difficile scrivere senza diffamare nessuno? Basta attenersi alla verità. Quella verità che in una causa civile non basta ad evitarti una condanna. Infatti, la legislazione italiana consente, in sede civile, di condannare il giornalista che scrive la verità. Basta che quello che ha scritto abbia creato danno alla parte offesa e che non sia un fatto noto (con alcuni dettagli tecnici sui quali sorvoliamo per semplicità). Inoltre i risarcimenti sono ben poca cosa. Negli Usa per un articolo diffamatorio il giornalista o il giornale può pagare anche più di un milione di dollari. A confronto, che cosa sono i risarcimenti di 20 o 30 mila euro che sono la norma nei processi civili? 
3) La legge sulla diffamazione è una legge unica in Europa perchè mette i giornalisti in galera, dice Feltri. E lui che appoggiava la legge del Pdl e della Lega che voleva mettere in galera i giornalisti per aver pubblicato qualcosa di vero e cioè le intercettazioni telefoniche? Questo dove esiste? In quale Paese - tranne appunto la Russia o la Corea - si mette in galera un giornalista per aver scritto il vero?

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di Antonio Rispoli
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