Cronaca / Giudiziaria

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Li avevano accusati di perseguitare Berlusconi politicamente

Il Giornale condannato a risarcire 100 mila euro ai Pm di Milano


Nella foto di archivio la stretta di mano tra Berlusconi e la Bocassini
Nella foto di archivio la stretta di mano tra Berlusconi e la Bocassini
05/03/2013, 17:39

ROMA - La Corte di Cassazione, confermando la sentenza della Corte di Appello di Brescia, ha condannato Il Giornale al pagamento di un risarcimento di 100 mila euro a favore del Pm di Milano Ilda Bocassini, diffamata da un articolo scritto il 25 novembre 1999 dal giornalista Salvatore Scarpino. Infatti la sentenza precisa che il risarcimento sarà pagato dalla società editrice del Giornale, la Società europea di edizioni Spa, da Scarpino e dall'allora direttore Mario Cervi. 
L'articolo era intitolato "Colpevole a tutti i costi" e in esso l'attività dei magistrati veniva indicata come finalizzata politicamente contro Silvio Berlusconi per "criteri politici e ideologici". 
La Cassazione nelle motivazioni, ha precisato che "i fatti, descritti in termini diffamatori nell'articolo, erano risultati, invece, rispondenti a una doverosa attività dell'ufficio, le cui indagini si erano concluse con severe condanne per reati gravi e con la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione nei confronti dell'onorevole Silvio Berlusconi e, non già, con assoluzioni". Nè valgono a nulla le tesi difensive, dato che l'avviso dfi comparizione, inviato a Berlusconi a Napoli nel 1994, venne emesso nei tempi della giustizia, non secondo i tempi della politica; come non hanno peso i commenti fatti dai magistrati davanti ad una telecamera, dato che si tratta di meri pareri tecnici. 
Anche il risarcimento, secondo la Suprema Corte, è congruo, perchè "l'attribuzione a un magistrato di comportamenti sleali e incompatibili con la sua funzione (il perseguimento dell'obiettivo di governare il Paese portando avanti una guerra contro l'onorevole Berlusconi), comportando la negazione dello stesso ruolo istituzionale assegnato al magistrato, colpisce la persona/magistrato negando la sua stessa identità professionale, con aggravamento del pregiudizio sofferto". Nel caso specifico, inoltre, si ha una "lesione di una particolare identità professionale che, per altro, trova fondamento, per doveri e guarentigie nel quadro costituzionale"

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di Antonio Rispoli
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