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Incredibile faccia tosta del quotidiano milanese

Il Giornale e le 4000 case (a pezzi) di Berlusconi a L'Aquila


Il Giornale e le 4000 case (a pezzi) di Berlusconi a L'Aquila
01/12/2011, 10:12

C'è un articolo sul Giornale di oggi che è di stupefacente faccia tosta: altro termine non c'è. Parla delle 4000 famiglie che sono state collocate nelle C.A.S.E. (termine per indicare gli edifici costruiti in provincia de L'Aquila dopo il terremoto di aprile 2009.
Ovviamente ci sono interviste entusiastiche di chi ci abita, a partire dalla signora Anita Fantozzi. Certo, qualche lamentela - dicono - c'è: umidità, erbacce, la necessità di prendere la macchina. Ma sono cose di poco conto. Soprattutto rispetto all'esaltazione, che nell'articolo viene fatta, dell'opera di Berlusconi e Bertolaso che hanno costruito queste case in soli 6 mesi.
Peccato che le cose non siano proprio così. Le C.A.S.E. stanno cadendo letteralmente a pezzi. Per ora i danni sono pochi e raramente visibili, se uno guarda da lontano. Ma all'interno di molti appartamenti ci sono infiltrazioni d'acqua quando piove; molti cornicioni sono incrinati e a rischio caduta. I servizi fatti a suo tempo da Report e Annozero mostrano delle case che stanno cadendo letteralmente a pezzi.
Il tutto mentre il centro dell'Aquila non esiste ancora, ad oltre due anni dal sisma. Nulla è stato fatto per cominciare a ricostruire la città, dopo i crolli del 6 aprile 2009. Gli unici risultati sono stati ottenuti grazie all'attività degli aquilani, il cosiddetto "popolo delle carriole", che hanno tolto qua e là i detriti che potevano eliminare. Ma per il resto? Il vuoto asoluto.

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di Antonio Rispoli
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