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Condannato in primo grado a 8 mesi, in appello a 1000 euro

Il Giornale si arrabbia perchè Travaglio è stato prescritto


Il Giornale si arrabbia perchè Travaglio è stato prescritto
23/02/2011, 09:02

MILANO - Perchè se un Tribunale decide che un reato di Silvio Berlusconi è prescritto fa il suo dovere, mentre se lo fa con Marco Travaglio è uno scandalo? Sarebbe curioso chiederlo ai giornalisti del Giornale, dopo l'articolo di oggi, messo addirittura in prima pagina, appena sotto il titolo principale del quotidiano.
I fatti sono semplici. Nel 2003, scrivendo per l'Espresso, Travaglio scrive che, in occasione di una certa riunione nello studio Taormina, era presente tra gli altri, l'avvocato Cesare Previti. Quest'ultimo sostiene che non è vero e quindi querela il giornalista. Il Giudice di primo grado nel 2008 condanna Marco Travaglio a 8 mesi di reclusione e l'allora direttrice del settimanale Daniela Hamaui a 5 mesi e 10 giorni. Entrambi i giornalisti fanno appello e l'8 gennaio 2010 la Corte d'Appello riduce bruscamente la pena: 1000 euro per Travaglio, 800 per la Hamaui. A questo punto la difesa aspetta le motivazioni della sentenza, necessaria per fare ricorso in Cassazione, per cui il Giudice Maisto, incaricato di stendere le motivazioni, si era preso i 15 giorni di legge. Ma, per motivi sconosciuti (che non è difficile trovare nel tanto lavoro che i giudici hanno), il Giudice ci ha impiegato quasi un anno per depositare la sentenza. Peccato che la diffamazione non ha una prescrizione lunga, dato che si tratta di un reato con una pena massima a 3 anni. E quindi in questo anno la prescrizione si è mangiato il reato.
E questo non è andato giù al Giornale, che ha fatto l'articolo, appunto, da prima pagina. Con una differenza, però, rispetto alle prescrizioni di Berlusconi: innanzitutto che non si parla di assoluzione ma, giustamente, di prescrizione; e poi che Marco Travaglio non si è fatto leggi ad personam per cancellare il reato o per bloccare il processo o per tagliare i tempi di prescrizione. Si è fatto semplicemente processare, come qualsiasi cittadino italiano. E come il premier italiano non ha mai fatto, da quando è in politica.

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di Antonio Rispoli
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