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La decisione dopo la doppia bocciatura a scuola

Il giudice dà ragione al padre che non versa il mantenimento al figlio "bamboccione"


Il giudice dà ragione al padre che non versa il mantenimento al figlio 'bamboccione'
17/06/2010, 14:06

BUSTO ARSIZIO (VARESE) - Sentenza a sorpresa del Tribunale di Busto Arsizio, in provincia di Varese, che doveva decidere se rinviare a giudizio o meno un padre varesino che aveva sospeso l'assegno di mantenimento di 1000 euro al mese a favore del figlio, dopo il divorzio dalla moglie. I fatti risalgono all'estate del 2009, quando il padre, avendo visto che il figlio 19enne era stato bocciato due volte consecutive a scuola, gli aveva mandato una lettera in cui c'era scritto di trovarsi un la voro, così da maturare e diventare un uomo, perchè lui non aveva più intenzione di versare quell'assegno al buio, quasi fosse una sorta di "pensione anticipata". Il ragazzo a questo punto fa partire la denuncia, per violazione dell'obbligo, stabilito dal giudice, di pagare gli alimenti. Ma il Pm arriva davanti al Gip chiedendo l'archiviazione del procedimento, in quanto non c'è il dolo, alla base di quella decisione, ma una scelta motivata: "Il padre pare mosso dall’intenzione di stimolare la crescita del figlio, bocciato per due volte di seguito, prospetta al ragazzo una serie di opzioni di crescita e nel dichiarare di non corrispondere più la somma ne enuncia i motivi e manifesta la propria disponibilità ad aiutare il figlio in diversi modi. Quindi non può affermarsi che sia mosso dall’intenzione di violare degli obblighi, ma al contrario da quelli di aiutare il figlio a maturare". E il Gip si mostra della stessa opinione, archiviando il procedimento penale. Tuttavia non è finita qui: a livello civile, l'obbligo di versare gli alimenti non è tale da potervisi impunemente sottrarre per una decisione unilaterale.

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di Antonio Rispoli
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