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Il movimento napoletano bacchetta le istituzioni

Il grido di 'Noi Re(si)stiamo Qui' per Santa Chiara


Il grido di 'Noi Re(si)stiamo Qui' per Santa Chiara
28/09/2010, 16:09

NAPOLI - Il responsabile del movimento napoletano "Noi
Re(si)stiamo Qui", Alberto Corona, scrive una lettera in merito alla vivibilità del centro storico di Napoli e del complesso monumentale di Santa Chiara. I destinatari sono i cittadini e i rappresentanti delle istituzioni, in particolare l'assessore Nicola Oddati e il consigliere comunale, Andrea Santoro. Il membro del sodalizio ha organizzato da poco un incontro pubblico con il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.
"Un giovane agitatore di masse Cardinale Crescenzio Sepe circa due anni fa inaugurò un campetto di calcio alle spalle del complesso monumentale di Santa Chiara.
Uno spazio che sarebbe dovuto essere, da allora in poi, a disposizione dei bambini del quartiere; così non più costretti a giocare fra escrementi di cane, motorini impazziti e turisti molestati. Oggi quel campetto è un parcheggio abusivo. Certo, non gestito da qualche estortore penalmente perseguibile, ma dai frati francescani. I clienti non sono avventori dei bar della zona, non sono turisti, e nemmeno studenti. Sono i lucenti bolidi di chi si può sposare nel complesso e dei ricchi avventori dei convegni organizzati dall’”Università” Telematica Pegaso che ha più di qualche interesse economico nella zona.
Il 27 giugno 2010 un signore, si dice in giro comunista, tale papa Benedetto XVI indica “carità e testimonianza” come le due parole d’ordine rivolte al mondo ecclesiastico nell’aiutare i senza fissa dimora. Ad Agosto 2010 Sakineh Mohammadi Ashtiani muore dimenticato nei giardini di Santa Chiara. La reazione della giunta è veemente. Oddati, politologo di fine intelligenza, dal suo comodo scanno di palazzo san Giacomo, o da qualche spiaggia attrezzata, propone immediatamente di alzare le cancellate che già
chiudono uno spazio di proprietà comunale. I comitati di quartiere naturalmente si ribellano e con essi i cittadini dotati di un minimo di buon senso. Il provvedimento viene quanto meno bloccato. Ma il buon senso sappiamo che non è di tutti. E in queste ore, un altro rampante consigliere comunale, rilancia la sfida con un comunicato che ricorda sensibilità, proprie del suo partito di un tempo, che male hanno fatto alla storia. Il Sig. Andrea Santoro che lamenta lo
spreco dei 23 mila euro stanziati per i cancelli non ancora istallati. Ora senza pretese di possedere il verbo del giusto ma crediamo che chi  amministra il nostro territorio debba saper fare letture ed entrare nel merito delle questioni con un approfondimento che vada oltre la battuta da circoletto
fascista, o da intellettuale lontano dalla realtà. Il caso Santa Chiara apre una lunga serie di interrogativi su diverse
questioni. La prima che i signori Oddati e Santoro non toccano è la capacità dei servizi sociali di dare un riparo e assistenza ai meno abbienti. E per questo servono soldi e spazi.La seconda riguarda il modo di concepire il centro storico. Cosa vogliamo che sia? Una vetrina, tenuta neppure troppo bene, per le passeggiate pomeridiane dei pochi turisti che arrivano o uno spazio capace di essere vissuto 24 h al giorno e comprendente areei attrezzate di socialità e iniziative culturali capaci di rendere questo luogo vivibile?
Mi viene il dubbio che  Santoro a Santa Chiara non ci sia mai entrato. Parla di una sinistra antagonista che vuole spazi per bivacchi quando la rivendicazione di semplici cittadini è quella di attrezzare i giardini con scivoli, altalene e giochi per bambini. Ora non so se questo signore abbia figli e se quando li porta all’aria aperta bivacca con superalcolici o semplicemente giochi con loro. Spendiamo quei soldi per comprare queste giostre, facciamo una battaglia comune per riaprire il campetto alla città. Non facciamo propaganda politica di livello spicciolo.
Gli spazi si riqualificano dandogli senso e vita, non chiudendoli in campane di vetro. La sicurezza si ottiene con la vivibilità non con i coprifuoco. Agli invisibili si cerca di dare luce e protezione non di deportarli fuori dal campo visivo limitato di una borghesia distratta. Quella si avvicina a un’idea di marginalizzazione dei deboli che spero non appartenga realmente nemmeno alla cultura politica del Consigliere Santoro. Riqualifichiamo il centro storico, viviamolo con i nostri corpi e riempiamolo di energie positive
".

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di Tiziana Casciaro
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