Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Il limite nell'usare la menzogna per governare un Paese


Il limite nell'usare la menzogna per governare un Paese
20/09/2011, 15:09

C'è una famosa frase, attribuita alternativamente a Benjamin Franklin o ad Abramo Lincoln: "Puoi ingannare qualcuno per molto tempo o puoi ingannare molti per poco tempo, ma non puoi ingannare tutti per sempre". E' dal 1994 che Silvio Berlusconi continua a dire che lui è il migliore, che non ha mai fatto nulla di sbagliato, che quello che non va è colpa di qualcun altro (di volta in volta l'euro, l'opposizione, la crisi internazionale, gli alleati infedeli, ecc. ecc.). Un discorso semplice e che attecchisce anche velocemente, dato che su sei reti televisive nazionali su sette passa quasi esclusivamente il suo messaggio. Ed è grazie a questo inganno che Berlusconi è andato avanti (oltre ai continui aiuti ricevuti dal Pds, poi dai Ds, poi dal Pd).
Ma ora è veramente arrivato al colmo. Questa mattina, in risposta al declassamento deciso da Standard & Poor's, ha emanato una nota incredibile, nella quale diceva che il declassamento era stato deciso sulla base di quello che dicevano i giornali. Cioè secondo lui gli analisti di Standard & Poor's la mattina, anzichè mettersi a studiare i dati macroeconomici di un Paese, si mettono a leggere La Repubblica e L'Unità. Ma è mai possibile una cosa del genere? Se questo lo dicesse un Mario Rossi qualunque, sarebbero i suoi stessi amici che, controllato che non abbia una febbre oltre i 40 - che come si sa provoca il delirio - avrebbero chiamato una ambulanza, consigliando una lunga cura psichiatrica finchè non avesse finito di vaneggiare.
Questo non avviene per il premier, che anzi trova vasti seguiti tra i parlamentari del suo partito che non fanno altro che ripetere a pappagallo le frasi del giorno. Lo si è visto questa mattina ad Omnibus, su La7: la nota di Berlusconi non era stata ancora diffusa alla stampa, ma il sottosegretario Alfredo Mantovano ha ripetuto esattamente quello che poi sarebbe stato reso noto, parola per parola. Poi più tardi la stessa cosa è stata detta da Fabrizio Cicchitto, che ha aggiunto ai mess media (quali, se li controllano quasi tutti loro?), anche i magistrati, che come "cattivi" stanno bene ovunque. E poi? Per carità, raccontare simili balle in parte è normale per una persona che, psicologicamente instabile, non potrebbe mai ammettere la propria responsabilità. Ma la cosa grave è per coloro che stanno intorno. Possibile che siano così idioti da non capire come stanno le cose? Appare difficile, visto che l'hanno capito anche i sassi (tranne quelli che hanno orecchie ed occhi chiusi, circa metà della popolazione italiana). Allora forse pensano di poter evitare conseguenze negative per se stessi, magari scappando all'estero un momento prima della crisi, visto che si stanno arricchendo a palate? Pensiero pericoloso, dato che non è facile capire il momento esatto. Oppure sperano che, come nel 2006, arrivi un Romano Prodi a sistemare i guasti da loro provocati in economia, mentre loro dai banchi dell'opposizione insultano, fanno ostruzionismo e così via? In questo caso stanno giocando col fuoco, perchè l'opposizione non è più quella del 2006. Ormai nel Pd non ci sono leader degni di questo nome. Bersani è bravo come tecnico, ma come segretario del Pd è uno sfacelo; D'Alema e Veltroni li abbiamo visti all'opera e hanno dimostrato di essere un disastro. Chi rimane? Di Pietro o Vendola? Difficile che il Pd li accetti come leader di coalizione. Allora Renzi o Civati? La miglior definizione che trovo per loro è stata quella vista su un manifesto: "I leader che la destra ci invidia". Perchè effettivamente si sono dimostrati troppo di destra e troppo vicini al berlusconismo, per essere accettabili.
Non che dall'altra parte sia meglio. C'è la Lega che è dilaniata da lote interne e ha un leader che, oltre ad avere seri problemi (un amico, valutando i danni visibili alla Tv, mi disse che probabilmente era stata lesa dall'ictus anche l'area della memoria, oltre quella della mobilità e della parola; segno che evidentemente periodicamente gli devono ricordare anche chi è e come si chiama), ormai ha 70 anni e le sue condizioni sono quello che sono. Per il Pdl stesso discorso: lotte interne a non finire per impadronirsi del partito appena Berlusconi non potrà più reggerlo; una leadership interna ormai andata e sostituita da un servilismo così lampante da essere disgustoso; attività vicino allo zero. E in una situazione del genere, noi dovremmo andare avanti?
Serve un rinnovamento del Paese, che non può essere fatta da quel gerontocomio che è il Parlamento. Bisognerebbe cambiare le cose dal basso, ma non con progetti velleitari come quelli del Movimento 5 stelle. Finchè non si riuscirà ad impiantare un sistema basato sulla democrazia telematica (io cittadino da casa, tramite PC, posso valutare ed influenzare l'attività dei singoli parlamentari) serve un chiaro segnale a questi signori di un "rompete le righe". IO sono anni che propongo come egnale l'astensionismo di massa alle elezioni: se si supera il 50% di astenuti, altro che segnale. Si può pensare ad altro, ma il concetto è quello.
ALtrimenti si finisce come un agente di Borsa americano, di cui ho letto la storia. Una bravissima persona, molto capace, che decide di usare i soldi che gli sono stati affidati (circa 15 milioni di dollari) per una speculazione personale. E li perde quasi tutti, gli restano meno di 300 mila dollari. Allora, per restituirli, cerca di convincere i clienti a lasciarglieli in affidamento e nel frattempo si lancia in speculazioni sempre più ardite per recuperare le somme. Il risultato è che alla fine si trova indebitato per 50 milioni di dollari, con i soldi ancora da restituire e la Polizia federale alla porta che gli mette le manette e lo porta in carcere, dove viene condannato a 20 anni di galera. Ecco, l'Italia è già in quella spirale. O ne esce fuori, con un uomo capace oppure dobbiamo solo aspettare l'arresto

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©