Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Mercato che non conosce crisi: aumenti fino al 40%

Il Low Cost Made in China conquista anche la prostituzione


Il Low Cost Made in China conquista anche la prostituzione
25/08/2010, 14:08

NAPOLI – Non solo tecnologia, bigiotteria e accessori vari. Il low cost marcato Cina ha aggredito, negli ultimi anni, anche il sempre fiorente mercato della prostituzione. E con risultati che non possono non far riflettere: quasi la metà del business di ‘carne umana’ in vendita è attualmente costituito da ragazze cinesi.
Sono i dati che emergono da una indagine a campione del Codacons, che con 1500 interviste telefoniche e 230 chiamate ad annunci di accompagnatrici e centri massaggi ha tracciato un quadro piuttosto chiaro dei nuovi modi e costi della prostituzione in tre delle maggiori città italiane, ovvero Napoli, Milano e Roma.

Per quanto riguarda i costi, la ‘batosta’ era già arrivata con l’euro, che li aveva fatti lievitare anche del 150%. Negli ultimi anni, poi, nelle tre città prese in esame è stato registrato un aumento medio che va dal 25% al 40%. Ad influire sulle tariffe, anche la ‘cacciata delle lucciole’ dalle strade, ovvero quella serie di provvedimenti, adottati o anche solo minacciati dalle amministrazioni locali, per sgomberare le strade cittadine dalla presenza poco gradita delle venditrici di sesso.
I provvedimenti però, come molti avevano annunciato all’epoca, spesso hanno sortito soltanto effetti negativi. Non solo la prostituzione non è stata debellata, come è sotto gli occhi di tutti, ma si è contribuito a rendere soltanto nascosto il fenomeno. In questo caso, però, il cuore duole anche quando l’occhio non vede: le ragazze, che spesso vengono sfruttate da aguzzini senza scrupoli, hanno continuato a prostituirsi ma in locali chiusi, dove è molto più difficile per le forze dell’ordine aiutarle. Un favore, insomma, fatto senza volerlo agli aguzzini.

L’esodo dalle strade ai locali ha però comportato anche un aumento delle tariffe. A quelle solite, infatti, si aggiunge una percentuale che servirà a pagare l’affitto dell’appartamento utilizzato per prostituirsi; chi non può invece contare su una casa, invece, spesso ha preso accordi sottobanco con alberghi di periferia. Non sono pochi invece i casi in cui viene usata un’attività di copertura per mascherare il meretricio: emblematico il caso dei centri massaggi, quasi esclusivamente cinesi, dove ragazze del sol levante offrono molto di più di quanto ci si aspetterebbe dall’insegna. Il ‘settore’ è praticamente appannaggio delle ragazze cinesi, che detengono anche il 40% della ‘torta’; solo il 25% è rappresentato da donne italiane, mentre nel 20% dei casi si tratta di donne provenienti dall`est, nel 12% sudamericane e nel restante 3% di altre nazionalità. Ai clienti viene chiesto da un minimo di 30-40 euro fino a un massimo di 500 euro per l'intera notte.

Particolare da non dimenticare, le ripercussioni dell’evoluzione tecnologica degli ultimi anni sul mercato del sesso. Connessioni a banda larga, web cam, cellulari con connessione ad Internet hanno radicalmente trasformato le caratteristiche del sesso a pagamento che si è, in un certo senso, tenuto al passo coi tempi. Ormai fuori moda (anche se comunque molto usati) gli annunci cartacei, adesso le ragazze si cercano su Internet, restando al sicuro in casa. Sui siti specializzati, veri e propri identikit illustrano le preferenze sessuali, le ‘attitudini’ e le ‘capacità’ della ragazza sulla quale il cliente-internauta ha messo gli occhi. Alle caratteristiche fisiche, ovviamente, ci pensano fotografie o video di presentazione. Come fosse un oggetto in vendita. O, per meglio dire, in affitto.

(In foto: targhetta affissa in casa di tolleranza, prima della legge Merlin)

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©