Cronaca / Sanità

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Il primo giorno è ventuno volte più pericoloso

Il lutto di una persona cara aumenta il rischio d'infarto

Lo ha dimostrato uno studio condotto su 2000 persone

Il lutto di una persona cara aumenta il rischio d'infarto
10/01/2012, 11:01

Le emozioni possono davvero colpire il cuore. Non è solo la suggestione a farci credere che un lutto possa mettere a rischio la vita di una persona. Uno studio condotto su 2000 individui, pubblicato sulla rivista ‘Circulation’, ha registrato un alto rischio di infarto tra le persone colpite da un lutto per la perdita di un amico o un parente. Secondo gli esperti il dolore intenso per la morte di qualcuno costringe il cuore a una tensione extra, a sforzi maggiori. Occhio quindi a eventuali dolori al petto e respiri più corti. Nei giorni di lutto, aumenta lo stress psicologico, il battito cardiaco, la pressione sanguigna e la coagulazione, tutti segnali che possono preannunciare un infarto.
“Amici e familiari devono tenere gli occhi aperti – spiega il coordinatore dello studio Murray Mittleman –. Non bisogna lasciare che la persona si abbandoni a se stessa. Molti reagiscono a un lutto, dormendo e mangiando di meno”. Su 1985 persone sopravvissute a un attacco di cuore, il 13,6% aveva perso una persona cara nei sei mesi precedenti e di questi il 19% aveva subito l’infarto il giorno dopo la scomparsa dell’amico o del parente. Infatti, il rischio è più alto il primo giorno, ventuno volte più degli altri. La prima settimana presenta sei volte lo stesso pericolo e diminuisce gradualmente.

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di Emanuele De Lucia
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