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Il male del millennio : gli attacchi di Panico.


Il male del millennio : gli attacchi di Panico.
23/05/2009, 08:05

 


 

DISTURBO DA ATTACCHI DI PANICO? LA PATOLOGIA DEL TERZO MILLENNIO

di ANTONELLA LOPREIATO


 

C'è capitato nel corso della nostra vita di trovarci davanti ad una situazione di "panico". Ebbene gli attacchi di panico sembrerebbero essere uno tra le prime patologie del terzo millennio. In questi ultimi anni sono accaduti moltissimi drammi che hanno sconvolto non solo l'Italia ma l'intero mondo. Sono, tra quelli elencati in primo piano, gli attentati, la crisi economica e i fenomeni sismici ma troviamo inaspettatamente tra le prime anche una patologia che si verifica con l'improvvisa ed intensa paura dunque il "panico" descritto come momenti terribili ed inaspettati. Almeno una volta nella nostra vita c'è capitato di riscontrare delle situazioni che ci hanno indotto ad avere gli attacchi di panico anche se non sono appunto prevedibili. Le situazioni che possono portare a questi tipi di attacchi e che incidono moltissimo sono: "la perdita o malattia di una persona intima, la separazione, l'essere vittima di una qualsiasi forma di violenza, problemi lavorativi o finanziari". Una volta che si vivono questi episodi, la paura che si possa ripetere l'attacco porta ad una maggiore alterazione di ansia e quindi di successivo panico. Di solito quando si verifica dura non più di trenta minuti con una costanza nel ripetersi degli attacchi di circa un mese per poi diminuire in alternanza e progregredire in frequenza. Il timore è che questa patologia possa ripetersi in tempi sempre più brevi divenendo, per il paziente, un vero e proprio disturbo da attacchi di panico, insomma un incubo. Uscirne non è facile ma occorre curare questa patologia poichè potrebbe provocare danni maggiori come la depressione cronica. Essi si presentano come delle crisi di improvvisa sudorazione, palpitazioni, dolore al petto, vampate di caldo, brividi, tremore, nausea e paura di soffocare e quindi di morire. Si perde il controllo di se perchè si ha paura della paura stessa ed il terrore che questa possa ripresentarsi e divenire dominante nella persona. Questi episodi spesso si associano a delle patologie più specifiche che in concomitanza portano a regredire l'aspetto corporale e mentale poichè danneggiano lo stato psichico del malato. A volte questo assemblaggio provoca stati di disagi come l'agorafobia che porta a non riuscire a trovarsi in una situazione come quella di un posto affollato nelle masse poichè ci si trova davanti ad un profondo terrore o imbarazzo a muoversi o solamente spostarsi. "Rosario Sorrentino, neurologo e direttore dell'Istituto di cura contro gli attacchi di panico del Pio XI di Roma spiega che si puo' curare con terapie farmacologiche mirate, affiancate da una psicoterapia breve cognitivo-comportamentale''. La persona che vive questi attacchi soffre moltissimo e spesso la cura è di fondamentale necessità per poter uscirne. Il male è nel credere che possa passare da sola senza necessaria cura ma in realtà queste paure portano una tensione terribile al cervello che si stanca e nello stress porta a danni esistenziali comuni che finiscono per aggravare la situazione divenendo cronici. La paura di uscire di casa, di prendere la macchina, di farsi una passeggiata diventa un'ossessione. Più il disturbo si ripete e più è essenziale prendere delle precauzioni poichè si presentano quasi sempre nei periodi di stress intenso anche se non è detto che in periodi di stress possa sempre e comunque presentarsi il panico. L'insorgenza del disturbo dei primi sintomi possono presentarsi con la l'agorafobia e quindi paura di prendere un autobus in città o paura di guidare da soli. La soluzione al problema è la psicoterapia consigliabile e raccomandabile. Essa in questo caso è utilizzata come trattamento a livello cognitivo-comportamentale. Il terapeuta tramite le modalità del comportamento funzionale del paziente stabilisce un rapporto attivo pronto a comprimere, ridurre ed eliminare del tutto il disturbo. Affrontando le paure con l'aiuto della psicoterapeuta si può ottenere un risultato ottimale.



 


 

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di Raffaele Pirozzi
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