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Resta sotto tutela per paura di vendette

Il mandante del furto di Auschwitz rischia la vita


Il mandante del furto di Auschwitz rischia la vita
06/01/2010, 10:01

SVEZIA - Da mandante di un furto che poteva entrare nella storia a detenuto che si deve nascondere: questa la parabola dell'uomo che commissionò ad alcuni polacchi il furto della targa in metallo "Arbeit Nacht Frei" situata all'ingresso del campo di sterminio di Auschwitz. L'uomo promise 3000 euro a cinque polacchi perchè commettessero un furto; aveva trovato anche l'acquirente. Ma era rimasto preoccupato del clamore che si era creato sui mass media, a seguito del furto; di conseguenza la preoccupazione era diventata paura e l'uomo, che vive in Svezia, aveva contattato la Polizia svedese, autodenunciandosi e rivelando una serie di indizi che hanno poi consentito di trovare ed arrestare gli autori materiali del furto, recuperando la scritta che era stata tagliata in tre parti.
Ma adesso c'è il pericolo di una vendetta da parte di elementi del partito svedese "Sverige Demokraterna", razzista e xenofobo che però viaggia al 6% dei consensi ed è in ascesa. Alcuni personaggi di questo partito potrebbero voler vendicarsi; così come potrebbe esserci una vendetta da parte dei ladri polacchi, una volta che hanno scoperto che avrebbero incassato 3000 euro mentre il loro mandante una cifra enormemente superiore. Tanto è vero che si sono diffuse voci di un trasferimento del mandante del furto - di cui la Polizia svedese conserva gelosamente segreti immagine e dati anagrafici - in altri Paesi: Francia, Gran Bretagna, addirittura gli USA. Tuttavia, la polizia svedese, data la situazione tutto sommato tranquilla della criminalità nazionale, è piuttosto permeabile a soffiate; e si teme che
se nome e foto dell'uomo dovessero trapelare, si scatenerebbe una vera e propria caccia all'uomo.

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di Antonio Rispoli
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