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Il Mezzogiorno si mobilita per denunciare lo scandalo della Salerno Reggio Calabria


Il Mezzogiorno si mobilita per denunciare lo scandalo della Salerno Reggio Calabria
01/09/2012, 12:53

Si sono riuniti in Calabria in Sila a Camigliatello centinaia di giovani, imprenditori, studenti, politici e professionisti per organizzare la più importante manifestazione di denuncia mai realizzata nella storia del mezzogiorno per denunciare lo scandalo della Salerno Reggio Calabria i cui lavori sono iniziati 50 anni fa e ancora non sono terminati. Alla kermesse organizzata dall' associazione Assud hanno preso parte l' On. Andrea Cozzolino, il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, il consigliere regionale calabrese Carlo Guccione, l' imprenditore Gianni Lettieri, il pizzaiolo Gino Sorbillo, il giornalista Domenico Martelli, i rappresentanti della Confederazione degli Studenti.
"Lo Stato centrale - racconta Andrea Guccione presidente dell' associazione Assud e imprenditore calabrese - ha aperto i cantieri mezzo secolo fa e ancora non ha terminato l' opera. Uno sconcio mondiale. Non ci sono casi simili neanche nei paesi sosttosviluppati. Noi crediamo che questo sconcio sia stato voluto da tutti i governi centrali che si sono succeduti negli anni. E' ora per noi meridionali e soprattutto per i giovani di alzare la testa, superare gli egoismi territoriali e in modo unitario di rivendicare i nostri diritti. E' troppo comodo scaricare tutto sulla criminalità e la mala politica locale. Noi invece siamo convinti che questa scelta è stata voluta e portata avanti negli anni a livello centrale per mantenere il mezzogiorno in condizioni di disagio perenne e arretratezza. In questo modo ad esempio ci hanno reso più difficile fare impresa o sviluppare il turismo". 
"Abbiamo deciso il 15 settembre - spiega Francesco Emilo Borrelli commissario regionale dei Verdi ed esponente campano di Assud assieme a Fiorella Zabatta - di posizionarci all' inizio ed alla fine della Salerno Reggio Calabria con un corteo e delle torte per ricordare allo Stato e a tutti coloro che hanno governato il paese dal dopoguerra ad oggi che per 50 anni hanno disunito il sud dal resto d' Italia non riuscendo a completare un' opera che in altre regioni sarebbe terminata in poco tempo. Sulle torte ci saranno le candeline per "festeggiare" mezzo secolo di lavori mai completati. Questa strada è per noi il simbolo del degrado in cui volontariamente e colpevolmente tutti i governi hanno scelto di lasciare il mezzogiorno isolato e arretrato in tutti i settori a partire dai trasporti e collegamenti stradali. Visto che nessuno ne parla abbiamo deciso di vederci ed unirci per sollevare a livello anche internazionale. Noi vogliamo che tutti i responsabili di questo scandalo siano perseguiti e paghino per quello che hanno fatto". 
In Campania la protesta partirà all'altezza del casello di San Giorgio a Cremano dove il sindaco del comune Mimmo Giorgiano in fascia tricolore aprirà la manifestazione in contemporanea ai calabresi che si raduneranno al termine della strada a Reggio Calabria. 

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di Redazione
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